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Beat Generation, addio a Michael McClure: il principe della scena di San Francisco

Fabio Iuliano

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Addio Michael McClure, leggendaria figura della Beat Generation, morto ieri a San Francisco all’età di 87 anni. Poeta, drammaturgo, scrittore, immortalato da Jack Kerouac in due romanzi, I vagabondi del Dharma e Big Sur, autore della canzone Mercedes Benz per Janis Joplin, amico di Bob Dylan e promotore di Jim Morrison dei Doors.

Come ricorda il quotidiano la Repubblica, McClure era soprannominato in America “il principe della scena di San Francisco”, la città in cui ha abitato per la maggior parte del tempo e di cui è stato a lungo il cantore.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Sabrina Cardone racconta Pratolini

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“Tutto vale per rivelarci un uomo: come reagisce a una sciagura, come abborda una prostituta”.

vasco pratolini, cronaca familiare

Indicato come pioniere della corrente neorealista, Vasco Pratolini è sicuramente uno degli autori di rilievo del secolo scorso. Nacque nel 1913 a Firenze, nel quartiere popolare di via de’ Magazzini, da una famiglia operaia, rimanendo orfano della madre a cinque anni nel 1918. La partenza del padre per la guerra lo costrinse a vivere dai nonni.

Dai dodici ai diciotto anni, dopo la morte del nonno, fu costretto ad interrompere gli studi a causa di gravi problemi economici, che lo costrinsero ad esercitare fino al 1931 i mestieri più disparati per sopravvivere: garzone di bottega, venditore ambulante, barista, non trascurando mai il suo grande amore per i libri. Lesse Dante e Alessandro Manzoni, poi Jack London, Charles Dickens, Mario Pratesi, Federigo Tozzi, e crebbe in un ambiente letterario fiorentino.

La mia fortuna è che non sono stato un autodidatta confusionario, non ho mai letto male […] Ma io mi sentivo uno non addetto ai lavori, anche se, negli intervalli che mi concedeva la fabbrica, scrivevo raccontini […]“. Pratolini aveva il desiderio di raccontare. E incontrò chi volle credere in lui”.

Le opere che consegnano al concesso letterario (Il tappeto verde, Le amiche, Il Quartiere, fino a Cronaca familiare, Cronache di poveri amanti, Le ragazze di San Frediano) arrivano negli anni Quaranta. Sono libri animati da uno sguardo d’amore, da legami affettivi con la propria gente; da un dolore privato — come la scomparsa del fratello, in Cronaca familiare — a un dolore collettivo e, soprattutto, a una minaccia del male incombente, secondo una visione della vita che spesso mette in luce un’ingiustizia da riscattare in nome del bene e una liberazione dal male nel mondo. Cronache di strada, di vita reale inquadrata dalle prospettive assortite dei personaggi.

Ricordiamo anche la trilogia “Una storia italiana”, di cui fanno parte Metello, Lo Scialo e Allegoria e derisione.

Opere principali

Il tappeto verde (1941)
Via de’ magazzini (1941)
Le amiche (1943)
Il quartiere (1944)
Cronaca familiare (1947)
Cronache di poveri amanti (1947)
Un eroe del nostro tempo (1949)
Le ragazze di San Frediano (1949)
La domenica della povera gente (1952)
Lungo viaggio di Natale (1954)
Metello (1955)
Diario sentimentale (1956)
Lo scialo (1960)
La costanza della ragione (1963)
Allegoria e derisione (1966)
La mia città ha trent’anni (1967)
Il mannello di Natascia (1985)

IL VIDEO-RITRATTO DI SABRINA CARDONE

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Libri

Due anni di presente-mente suoni e immagini contro lo stigma verso chi soffre disturbi psichici

Fabio Iuliano

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Due anni fa, in occasione del quarantesimo anniversario della legge Basaglia, nasceva presente-mente, la piattaforma libera sulla salute mentale ideata da Stefano Ratini. 

Un contenitore che ha dato voce a persone che, soffrendo di un disagio mentale, hanno dimostrato una sensibilità fuori dal comune; uno per tutti il racconto “Nel sogno di Celestino” di Maurizio Pietropaoli.

Il sito ha pubblicato testi e video in cui il tema del disagio mentale si sublima in arte, come i contributi di Giuseppe Tomei sulla follia. Un lavoro nella direzione di quello che raccontano canzoni come “Shine on You crazy diamond”.

L’arte è un modo per affrontare lo stigma sulla malattia mentale sempre nel segno degli insegnamenti di Basaglia, il quale diceva: “visto da vicino nessuno è normale”. Lo slogan del blog, preso in prestito da George Orwell, è “la realtà esiste nella mente umana e non altrove“.

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Sabrina Cardone racconta Pavese

Fabio Iuliano

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Scrittore, poeta, traduttore e critico letterario italiano. Vincitore del Premio Strega nel 1950 per “La bella estate”, Pavese è uno degli autori più sorprendenti della letteratura italiana. Anche se, al giorno d’oggi è poco letto, merita davvero di essere riscoperto per via della sua scrittura profonda e delle sue opere, tra le poche realmente in grado di interpretare il ‘900.

Tra racconti, romanzi, poesie, traduzioni, lettere e diari, Cesare Pavese è stato uno scrittore particolarmente prolifico. Qui di seguito segnaliamo le opere più importanti.

La bella estate
Dialoghi con Leucò
Tre donne sole
Lotte di giovani e altri racconti 1925-1939
La collana viola. Lettere 1945-1950
Letteratura americana e altri saggi
Il mestiere di vivere (1935-1950)
Dal carcere
Il compagno
La casa in collina
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Poesie del disamore
Prima che il gallo canti
La spiaggia
Paesi tuoi
Feria d’agosto
Vita attraverso le lettere
Lavorare stanca
La luna e i falò
Il diavolo sulle colline

La voce della professoressa Sabrina Cardone ripercorre le tappe principali della sua carriera e del suo pensiero pensiero che egli trasmette nelle sue opere. Introverso, tendente alla depressione e al suicidio (poi tragicamente attuato), Pavese è affetto da quella che egli stesso definisce “paura di esistere”. Ma, nonostante questo, i suoi scritti sono carichi di vita.

LINK AL VIDEORITRATTO

La professoressa Sabrina Cardone

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