Bahrami, un pianoforte sulle ingiustizie del regime

“Vorrei dedicare questo concerto alla mia terra natale, flagellata da dei criminali, sperando che la Mesopotamia, culla della civiltà Indoeuropea, torni a essere maestra di libertà”. Così il pianista iraniano Ramin Bahrami, uno dei maggiori interpreti bachiani, all’Aquila sull’palco dell’Auditorium per un concerto con I Solisti aquilani.

 Un programma che è stato proposto anche all’interno della stagione della Società dei Concerti di Milano, domani (alle 20,45 nella sala Verdi del conservatorio del capoluogo lombardo). La ricerca interpretativa del pianista iraniano è rivolta alla monumentale produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach, che Bahrami affronta con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione.

 Con la formazione aquilana, che vede alla direzione artistica Maurizio Cocciolito, il pianista ha eseguito brani di Johann Sebastian Bach e del figlio Carl Philipp Emanuel.

Nato a Teheran, Bahrami si è diplomato in Italia con Piero Rattalino al Conservatorio Verdi di Milano. Ha approfondito gli studi all’Accademia pianistica di Imola e con Wolfgang Bloser alla HochschulefürMusik di Stoccarda. Si è perfezionato, poi, con Alexis Weissenberg, Charles Rosen, András Schiff, Robert Levin e RosalynTureck.

Un weekend denso di iniziative all’Aquila per ribadire la condanna della violenza sulle donne iraniane e sulla popolazione. In tal senso va letto l’ordine del giorno proposto in consiglio da Stefania Pezzopane, consigliere comunale Pd. Un documento, sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, che invita a sollecitare il governo italiano “a esprimere una forte condanna di questi terribili fatti a danno di giovani donne inermi e a prendere una netta posizione di condanna degli assassini politici compiuti oggi e nel passato dal regime iraniano”. Inoltre, l’ordine del giorno invita a chiedere al governo che solleciti la comunità internazionale “ad adottare provvedimenti urgenti per fermare l’uccisione di massa di giovani iraniane e iraniani; solo nel 2022 sono state effettuate 414 esecuzioni capitali di cui 12 nei confronti donne e 2 di minori”.

“Mi sono occupata della vicenda iraniana anche in Parlamento da coordinatrice del gruppo interparlamentare appositamente costituito per seguire le vicende – ricorda Pezzopane, ex onorevole Dem – Ho partecipato ai raduni promossi dal Consiglio nazionale della Resistenza iraniana a Parigi e Tirana. Ho conosciuto donne forti, resistenti, mie sorelle. Purtroppo molte donne stanno pagando con la vita il loro coraggio”.
   
Questo pomeriggio, in piazza Duomo, sempre nel capoluogo abruzzese, ci sarà un sit-in dal titolo “The time has come – L’Aquila sostiene l’Iran”. “Sentiamo il dovere – affermano i promotori – di supportare le richieste di cambiamento dei popoli dell’Iran a partire dallo splendido protagonismo delle donne che con la loro autodeterminazione stanno mettendo in discussione il regime”.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.