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Autostima e riflessi del reale, ecco L’Altro di Daniele Fulvi

Fabio Iuliano

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Verrà presentato sabato 15, alle 17.30 all’Aquila il romanzo L’Altro di Daniele Fulvi (Scatole Parlanti). Dialogherà con l’autore la docente Elisa Mililli in un incontro con letture a cura di Martina Pala.

L’esistenza di Damocle, il protagonista del volume, è segnata sin dall’infanzia dalla presenza dell’Altro: il suo riflesso nello specchio, pur essendo del tutto identico a lui, sembra vivere di vita propria in un mondo parallelo. Negli anni diventerà una presenza così ingombrante da compromettere i rapporti del giovane con i genitori, la relazione d’amore con Dalia e l’amicizia con Teofilo. L’Altro, dallo sguardo cinico e inquietante, è un modello irraggiungibile di bravura e fascino. Dopo aver scelto di vivere lontano da casa e lavorare in un cimitero come guardiano, Damocle raggiungerà un punto di non ritorno nell’immane tentativo di spezzare tutte le catene che gli impediscono di essere pienamente se stesso, in un finale surreale e coinvolgente. L’Altro affronta una tematica complessa come quella dell’autostima.

Daniele Fulvi è nato a L’Aquila nel 1988. È filosofo e scrittore. Ha studiato a L’Aquila e a Firenze, per poi conseguire il dottorato alla Western Sydney University. Attualmente collabora con il magazine The Vision, trattando temi di cultura e politica, e con il settimanale australiano Green Left Weekly, dove scrive di politica italiana ed europea. L’Altro è il suo primo romanzo.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Addio a Christo, aveva realizzato The Floating Piers sul lago d’Iseo

Fabio Iuliano

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Addio a Christo Vladimirov Javacheff, uno dei maggiori rappresentanti della Land Art e realizzatori di opere su grande scala. L’artista, che nel 2016 aveva realizzato The Floating Piers sul Lago di Iseo, è morto oggi a 84 anni nella sua casa di New York. L’annuncio è comparso sulla pagina Facebook Christo and Jeanne-Claude Official.

Christo era nato il 13 giugno 1935 a Gabrovo in Bulgaria e ha lasciato il paese nel 1957. Si è trasferito prima a Praga, in Cecoslovacchia e poi è fuggito a Vienna in Austria prima del trasferimento a Ginevra, in Svizzera.

Nel 1958, l’arrivo in Francia, a Parigi, dove ha incontrato Jeanne-Claude Denat de Guillebon, non solo sua moglie, ma anche compagna di vita nella creazione di opere d’arte ambientali monumentali. Christo ha vissuto a New York per 56 anni.

STATEMENT ON CHRISTOMay 31, 2020Artist Christo Vladimirov Javacheff, known as Christo, passed away of natural causes…

Pubblicato da Christo and Jeanne-Claude Official su Domenica 31 maggio 2020

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I Pearl Jam e l’omaggio a Greta Thunberg nel video di “Retrograde”

Fabio Iuliano

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È online da oggi il video ufficiale di “Retrograde”, brano dei Pearl Jam estratto dal loro album Gigaton” (Universal Music/Island Records), acclamato dalla critica e dal pubblico e che ha debuttato alla #1 della classifica FIMI.

Il video, diretto da Josh Wakely, immerge lo spettatore in immagini che richiamano degli acquerelli. In una notte di pioggia, un uomo fa visita a una maga, che lo conduce in un viaggio intorno al mondo grazie a una sfera di cristallo e a dei tarocchi, su cui sono disegnati tutti i componenti della band. Solo alla fine, la misteriosa donna si rivela essere Greta Thunberg, che svela poi all’uomo i disastri naturali che stanno affliggendo il Pianeta Terra nel 21° secolo, tra incendi nelle foreste, inquinamento, e ghiacciai che si sciolgono.

Retrograde”, prodotto da Josh Evans, è una ballad caratterizzata da una chitarra acustica, su cui Eddie Vedder canta di non lasciarsi andare, e di cercare sempre di trovare il modo per far andare bene le cose. Il finale è un crescendo di strumentazione che coinvolge totalmente l’ascoltatore.

Prodotto da Josh Evans e dai Pearl Jam, “Gigaton” è il primo album in studio della band dopo “Lightning Bolt”, vincitore di un Grammy nel 2013. Dall’album è stato anche realizzato “Gigaton Theatrical Experience” un’opera visiva immersiva, che utilizza i video della band, prodotti dai pluripremiati Evolve Studios, in modo da creare un’ineguagliabile esperienza a 360°, volta ad amplificare l’enorme portata di “Gigaton”.

Realizzare questo disco è stato un lungo viaggio” commenta Mike McCready. “È stato emotivamente oscuro e confuso, alle volte, ma anche un cammino sperimentale ed esaltante verso la redenzione musicale. Collaborare con gli altri membri della band a Gigaton alla fine mi ha regalato grande amore, consapevolezza e coscienza di quanto sia necessaria la connessione tra le persone in questi tempi”.

About Pearl Jam

Nel 2020 la band celebra 30 anni di esibizioni live. Dopo oltre undici album in studio e centinaia di esibizioni dal vivo, i Pearl Jam continuano a essere acclamati dalla critica e a ottenere successo di pubblico – vantando oltre 85 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e l’inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2017.

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Il restauro della Basilica Collemaggio premiato agli European Heritage Awards

Fabio Iuliano

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La Commissione europea e Europa Nostra hanno annunciato i vincitori 2020 degli European Heritage Awards / Europa Nostra Awards, il riconoscimento più importante nell’Ue nel settore del patrimonio culturale.

Per l’Italia il premio è andato al restauro della Basilica di Collemaggio all’Aquila gravemente danneggiata dal terremoto del 2009. La motivazione del riconoscimento recita:”questo intervento rappresenta veramente la rinascita di una città, il forte senso di spiritualità e la partecipazione della comunità a questo progetto devono essere considerati come parte integrante del tutto”. ”L’intero progetto – prosegue la motivazione – si basa su un partenariato pubblico-privato e ha coinvolto la collaborazione di tre diverse università.

È stato effettuato con una base scientifica esemplare relativa alla vulnerabilità sismica dell’edificio. L’approccio globale adottato per affrontare le conseguenze di una catastrofe naturale, compreso sia l’edificio che il suo contenuto, è esemplare. È inoltre interessante notare che il programma comprende la manutenzione e il monitoraggio dell’edificio. Il progetto è un modello di best practice per la conservazione di siti gravemente danneggiati in tutto il mondo”.

Gli European Heritage Awards sono andati quest’anno a 21 interventi esemplari del patrimonio di 21 Paesi nel mondo.  

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