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Home » Musica

“Anche Mozart copiava e plagiava i Beatles”: le dinamiche del plagio nella storia della musica

Fabio Iuliano Posted On 19 Aprile 2024
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Ben affollata la sala “Gran Guizza” di Popoli Terme (Pescara) in occasione della conferenza sulla storia  e le disfunzioni del plagio musicale dal titolo semi-paradossale “Anche Mozart copiava e plagiava i Beatles”.  L’occasione è stata la presentazione dell’omonimo libro di Michele  Bovi, giornalista, storico caporedattore del Tg2, oltre che  capostruttura di Rai1. Sua, fra l’altro, la creazione del programma “Techetechetè”.  

Presenti, oltre all’autore, Paolo Dossena, autore, discografico ed editore musicale di lungo  corso (sua, fra l’altro, la creazione di “Pazza idea” canzone portata al successo da Patty  Pravo e oggi amministratore di repertori musicali di artisti del calibro di Louis Bacalov,  Riccardo Cocciante o Fabrizio de André) e Johnny Charlton, musicista anche lui di lunga  esperienza, noto per essere stato a lungo il chitarrista del complesso musicale “The Rokes” guidato da Shel Shapiro.  

Davanti a un pubblico numeroso e interessato, i relatori hanno raccontato anni di gestione  più meno disinvolta della musica italiana, dagli anni ’60 fino ai “Maneskin”. Non sono  mancate vere e proprie sorprese “denunciate” da alcuni oratori, sui tentativi, spesso  riusciti, di “abbindolare” musicisti agli inizi della carriera e per questo ancora inesperti (fra i  quali è possibile citare nomi del calibro di Gino Paoli, Francesco Guccini o gli stessi “The  Rokes”) al solo scopo di aumentare i propri profitti economici senza voler riconoscere i  diritti del legittimi titolari. 

Presente inoltre l’editore musicale e discografico abruzzese Nicola Battista che ha  impreziosito la discussione con un resoconto dettagliato e divertente sulla storia del  campionamento musicale, che, contrariamente a quanto si pensa, non nasce con  l’avvento dei moderni computer ma risale al lontano 1924.  

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