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Alla scoperta di Joseph Zbukvic, il maestro dell’acquerello contamporaneo

Ylenia Mazzarella

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Joseph Zbukvic è nato a Zagabria, in Croazia, nel 1952. Scoraggiato, dai suoi genitori, dal perseguire il suo interesse per l’arte, nel 1967 s’iscrive all’università per studiare lingue e letterature, e quindi diventare insegnante.

Nel 1970, a causa dell’instabilità politica del suo paese, decide di abbandonare la ex-Jugoslavia per trasferirsi con la sua famiglia in Australia. Durante i suoi primi anni qui scopre la passione per la pittura ad acquerello ed è a Melbourne che i suoi studi cambiano direzione, laureandosi in Arte nel 1974 presso la Deakin University, con una specializzazione in Design industriale.

Nel 1975 vince il suo primo concorso artistico e nel 1977 tiene la sua prima mostra personale alla Eastgate Gallery di Melbourne. L’anno successivo decide di dedicare la sua vita interamente alla pittura ad acquerello divenendo rapidamente uno dei migliori artisti australiani. Tuttora vive e lavora a Melbourne.

Ad oggi, Zbukvic ha vinto oltre 200 premi nazionali e internazionali, tra cui il Gold Medal per l’opera migliore al Camberwell Rotary Art Exhibition, ottenuto per ben tre volte. Ha alle spalle oltre 40 mostre personali a Melbourne, Sydney, Brisbane, Adelaide e Londra. È membro della Victorian Watercolour Society, dell’Australian Watercolour Institute e, dal 1998, del VRC. È insegnante presso la Charles Stuart University (Mitchell School of Art) e tiene corsi di pittura in tutto il mondo.

LE OPERE

Joseph Zbukvic è un pittore di acquerelli realista. I numerosi traguardi e l’enorme successo sono dovuti alla sua capacità di trasformare qualsiasi soggetto in immagini poetiche. Ha affascinato persone e gallerie da tutto il mondo con i suoi dipinti lirici e delicati, la sua pittura liquida e dai colori tenui, e per la capacità di creare atmosfere magiche e trasmettere stati d’animo.

“Cerco di raggiungere un equilibrio di armonia tra valori tonali, design, colore e umore che evochino visivamente le emozioni tra lo spettatore e il dipinto. L’ acquerello, con i suoi effetti sottili e delicati, è un mezzo perfetto per raggiungere questo obiettivo.”

Zbukvic mostra una chiarezza di rappresentazione e una fedele esattezza del soggetto attraverso il disegno abile e una straordinaria tecnica dell’acquerello. Con il suo tratto veloce cattura l’atmosfera delle strade brulicanti di persone e automobili, in una giornata di nebbia o sotto un caldo sole primaverile. Si concentra fortemente su siti storici e sulla profondità atmosferica di paesaggi rurali, villaggi costieri e architettura georgiana.

Forte sostenitore dei benefici del lavoro en plein air, la maggior parte dei suoi dipinti è stata completata sul posto.

“Il mio interesse per la pittura è iniziato molto presto. Sono cresciuto in una piccola fattoria in Europa dove la maggior parte del lavoro veniva eseguita manualmente e in armonia con la natura. Trovo ancora il paesaggio prodotto da questo raffinato equilibrio, il soggetto preferito per i miei quadri”.

Ylenia Mazzarella nasce in Abruzzo il 21\06\1996. Nel 2019 si laurea in Studi Storico-Artistici presso la Sapienza,Università di Roma, con una tesi dal titolo “La fortuna del Cristo Velato, da Sanmartino a Jago”. Durante il periodo di studi lavora per i Musei del Comune di Roma e collabora alla realizzazione di progetti volti alla promozione delle risorse storico-culturali e naturalistiche abruzzesi. Attualmente è iscritta al corso di Laurea Magistrale in Storia dell’arte

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Michael Jordan non ci sta: “Mai voltare le spalle alla brutalità, facciamo sentire la nostra voce”

Federico Falcone

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E’ il più grande giocatore di basket di tutti i tempi, è stato uno dei pochi a portare lo sport oltre i confini dell’attività fisica, è stato ed è (e sarà) un fenomeno mediatico e culturale capace di trascendere gli stretti confini dello spazio-tempo e ora, Michael Jordan, ha di fronte a sé un’altra sfida da intraprendere, quella di farsi portatore di interessi della comunità afroamericana.

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Attraverso un lungo post su Instagram, il protagonista di The Last Dance ha voluto far sentire la propria voce. Un appello forte, deciso, ma sempre con riguardo al mettere in campo politiche di non violenza. Anche Air Jordan è rimasto scioccato dall’omicidio di George Floyd.

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“Sono profondamente rattristato, davvero addolorato e arrabbiato. Vedo e provo il vostro dolore, la vostra indignazione e la vostra frustrazione. Appoggio coloro che gridano al razzismo e alla violenza verso le persone di colore nel nostro paese. Ne abbiamo abbastanza. Non possiedo le risposte, ma le nostre voci dimostrano forza e impossibilità di essere divisi da parte di altre persone. Dobbiamo ascoltarci a vicenda, mostrare compassione ed empatia e non voltare mai le spalle all’assurda brutalità”.

“Dobbiamo continuare a protestare pacificamente contro le ingiustizie e richiedere responsabilità. La nostra voce unita ha bisogno di fare pressione alle persone che ci governano per cambiare le leggi, o in alternativa usare il nostro voto per contribuire al cambiamento del sistema. Ogni di noi deve essere parte della soluzione e insieme dobbiamo lavorare per garantire giustizia a tutti. I miei pensieri vanno alla famiglia di George Floyd e alle altre innumerevoli vite brutalmente e immotivatamente stroncate da atti di razzismo ed ingiustizia

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A Firenze riaprono gli Uffizi. Ridotta della metà la capienza dei visitatori

Federico Falcone

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Sono passati quasi tre mesi da quando quella saracinesca chiamata lockdown si è abbattuta sull’Italia con tutta la sua forza dirompente. Chiusura totale e quarantena. Tutti a casa. Anche se per un periodo che ora ci sembra chissà quanto lontano, poiché lentamente cerchiamo di riappropriarci della vita di tutti i giorni, è stato difficile accettare un cambiamento così radicale e così repentino. L’arte – lato sensu – l’abbiamo vista solo dietro lo schermo di una televisione, di un pc o di un cellulare, alimentando quel distacco fisico che non dovrebbe appartenere alla stessa che, invece, dovrebbe avvicinare anziché distanziare. Ma è andata così, non possiamo farci nulla.

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Dopo quasi tre mesi, però, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, uno dei luoghi più visitati al mondo, sono pronte a riaprire al grande pubblico. Il 3 giugno – segnatevi questa data – potremo tornare a visitarle. Chiaramente si saranno delle rigide misure di sicurezza da rispettare, come il sottoporsi al termoscanner, ma anche come una costante e reiterata igienizzazione e sanificazione dei locali. Le entrate saranno contingentate, per un massimo di 450 persone a visita. Non di più. Come riportato dal quotidiano Open, sono circa dodici i milioni di euro derivanti da mancati introiti persi in questi mesi. Un danno economico senza precedenti.

Così Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, intervistato dal quotidiano: “La riapertura con una compresenza di visitatori dimezzata, servirà solo a limitare le perdite. Il lockdown è stato un momento per ripensare il ruolo dei musei. Ci siamo sentiti in dovere di aprirci virtualmente a pubblici diversi. Per parlare agli adolescenti, abbiamo creato dei tormentoni con le nostre opere d’arte su TikTok. Spero che le persone inizino a visitare le città in maniera più lenta, che stazionino più giorni nello stesso territorio per conoscerlo meglio. Firenze non è solo Duomo e Uffizi, ci sono tante chiese anche piccole che nascondono opere d’arte grandiose. Un altro cambiamento che mi aspetto dal post pandemia riguarda la concezione dei musei. Non sono luoghi da visitare una volta nella vita, ma delle vere e proprie librerie da consultare periodicamente per approfondire l’arte che più ci interessa”.

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“Senza santi, senza eroi”, la nuova mostra di Zerocalcare

Sophia Melfi

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La nuova mostra di Zerocalcare “Senza santi, senza eroi” sarà disponibile dal 29 maggio al 20 settembre 2020 presso il Museo Palazzo Pretorio di Peccioli, in provincia di Pisa. Protagoniste dell’esposizione saranno le vite “ciancicate” dei personaggi iconici che vivono nei fumetti di Zerocalcare, come Kurt Cobain, il mitologico Secco o l’anarchico Gaetano Bresci.

La mostra comprenderà inoltre illustrazioni legate a fatti di cronaca internazionale e italiana e a movimenti di protesta, un tema al quale il fumettista risulta da sempre legato. “Senza santi, senza eroi” è realizzata da Minimondi Eventi, ideata e prodotta da Silvia Barbagallo, con la cura di Giulia Ferracci e promossa dalla Fondazione Peccioli per l’Arte.  Di seguito, il comunicato stampa ufficiale dell’evento:

Il titolo dell’esposizione, Zerocalcare Senza santi, senza eroi nasce da una condizione di disincanto generazionale, quella a cui appartiene Michele Rech (1982), in arte (Z)ZeroCalcare.

Oltre alle tavole realizzate ad hoc, saranno visibili tavole centrali nella produzione dell’artista compresa tra il 2003 il 2020

Chi sono oggi gli ultimi, gli sfruttati, quelli delle vite ‘ciancicate’, per dirla come nelle tavole di La Rabbia (2016) ?

Chi sono quelli che restano indietro mentre gli altri vanno avanti? Storie di esclusione ed emarginazione, di persone che non sono come avrebbero sperato di essere. Che fine hanno fatto gli eroi e i santi, quando verranno a salvarci? Nessuna illusione, gli eroi e i santi non ci sono; ci sono invece quelli che vanno avanti, cercando di trovare soluzioni collettive per uscire dal disagio sociale.

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