Addio a Mory Kanté: la sua Yéké Yéké fece ballare il mondo

Addio a Mory Kanté, cantante, musicista, suonatore di kora guineano, divenuto noto al pubblico internazionale con la canzone Yéké Yéké, singolo africano più venduto al mondo.

La sua fortuna internazionale è arrivata in Francia, dove – dopo alcune difficoltà iniziali dovute al suo status di immigrato privo di cittadinanza – ha tenuto molti concerti suonando la kora elettrica. Il 1987 è stato dunque l’anno del successo internazionale: il singolo “Yéké Yéké” ha venduto oltre un milione di copie in tutto il mondo mentre il successivo album, “Akwaba Beach”, oltre mezzo milione.

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Nel 1988 il nome di Mory è entrato al primo posto nella classifica dell’autorevole rivista statunitense di musica Billboard. Nel 1990 – da ex immigrato clandestino quale era – Mory ha rappresentato la Francia a New York, durante un concerto a Central Park di fronte ad oltre 10.000 spettatori.

Gli anni seguenti hanno visto Mory effettuare vari tour in giro per il mondo con una decina di album ufficiali. Durante questo periodo si è adoperato molto per aiutare la musica africana e sviluppare progetti di solidarietà verso le popolazioni più povere. Dal 2001 è diventato Ambasciatore per la FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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