A Parma apre il nuovo Museo Bodoni: un viaggio interattivo nella storia della stampa

Nuovo Museo Bodoni. Foto © Giovanni Hänninen

Il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma ha aperto le porte del nuovo Museo Bodoni, il più antico museo della stampa in Italia, collocato ora al piano terra della Biblioteca Palatina.

Giambattista Bodoni il tipografo dei re

A tutti sarà capitato di utilizzare, almeno una volta nella vita, il font Bodoni per scrivere un file di testo, un curriculum o inviare una mail. Lo stesso Steve Jobs, nella sua ricerca estetica in pixel, trasse ispirazione dall’eleganza di questi caratteri tipografici per i suoi terminali Macintosh. In pochi tuttavia sanno che la loro invenzione grafica risale alla seconda metà del Settecento e si deve al piemontese Giambattista Bodoni. Il rivoluzionario tipografo, richiesto da tutti i sovrani della penisola, aveva la sua officina proprio all’interno del vecchio palazzo ducale della Pilotta e in pochi anni trasformò Parma nella capitale mondiale della stampa a caratteri mobili.

Il Museo Bodoni nacque nel 1963 in occasione del 150° anniversario della morte dello stampatore di Saluzzo (1740 – 1813) proprio nei locali dell’antica tipografia, collocata al terzo piano della Biblioteca Palatina; posizione tuttavia sacrificata, di difficile accesso e scarsa visibilità.

In virtù di tali difficoltà, la nuova sede del museo è stata recentemente trasferita al primo piano della biblioteca e ha subito una serie di modifiche strutturali atte a valorizzare ancor di più l’allestimento e il prezioso contenuto espositivo.

Busto di Giambattista Bodoni all’interno del museo

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L’imponente opera di ristrutturazione del museo

Attraverso un progetto congiunto del direttore della Pilotta Simone Verde e del direttore scientifico della Fondazione Museo Bodoni, Andrea De Pasquale, i nuovi spazi espositivi hanno ricevuto un’imponente opera di ristrutturazione, una rinnovata collocazione delle opere, e raffinati complementi d’arredo esteticamente coevi agli anni di attività di Giambattista Bodoni.

Nello specifico, ogni sezione è caratterizzata da: un pavimento in legno posato che riprende il modello e il disegno dei parquet francesi del XIX secolo, eleganti pareti color verde impero, lampade a sospensione che illuminano una serie di vetrine contenenti capolavori della lettura italiana e originali armadi in legno stile Luigi XIV.

Un grandioso restyling reso possibile anche grazie alla collaborazione del Ministero della Cultura che a tale scopo ha stanziato un fondo di 76.000 euro.

I visitatori quindi vengono accolti da un ambiente confortevole e completamente rimodernato, che al tempo stesso, trasuda storia e cultura. Il nuovo museo espone infatti una selezione di preziosi dattiloscritti della storia dell’editoria, tra cui alcune edizioni bodoniane (comprese copie rarissime stampate su pergamena o seta), la suppellettile tipografico-fusoria ed altri cimeli originali appartenuti all’officina dell’illustre tipografo.

Caratteri tipografici. Foto © Giovanni Hänninen

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Il percorso espositivo

Il percorso espositivo inizia con la sezione intitolata “La Fabbrica del Libro”. Quattro grandi vetrine, espongono rari strumenti e ricostruiscono le fasi di lavoro di Bodoni: disegno del carattere, creazione dei punzoni, fabbricazione delle matrici, fusione della lega tipografica, fino alla rifinitura e alla composizione per stampa tipografica, calcografica e xilografica.

Un’altra sezione dal titolo “I capolavori di Bodoni”, ospita una grande armadiatura-libreria che mostra i volumi più pregiati delle edizioni bodoniane con particolare riguardo alla raccolta palatina caratterizzata da legature originali. Tra queste spiccano alcune rarissime stampe quali le Odi di Anacreonte su pergamena di Baviera e le Stanze di Poliziano riportate su seta.

Un’innovativa sorpresa campeggia al centro del percorso espositivo: un grande tavolo multimediale touchscreen consente ai visitatori di effettuare una ricerca per volume e sfogliare le opere nella loro completezza, sia pure in formato digitale. Il dispositivo contiene moltissimi volumi tra i quali il Manuale tipografico composto da cento caratteri latini tondi, 50 corsivi e 28 greci a cui Bodoni lavorò per tutta la vita, e l’Oratio Dominica, ossia il Padre Nostro tradotto in 155 lingue utilizzando ben 215 caratteri differenti tra latini, greci ed esotici, stampato dal celebre tipografo in meno di un anno. Passato e presente si uniscono per un’esperienza interattiva adatta a tutte le generazioni.

Il tavolo multimediale touchscreen. Foto © Giovanni Hänninen

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Una collezione di opere rare

Recentemente, grazie a una generosa donazione del professor Corrado Mingardi, la collezione del nuovo Museo Bodoni è stata ulteriormente ampliata. Il corpus espositivo adesso vanta anche trentaquattro disegni originali a lapis, impiegati nel 1800 dall’incisore Rosaspina per illustrare il libro di Bodoni “Pitture di Antonio Allegri detto il Correggio”.

Il direttore Simone Verde, con grande orgoglio, ha presentato al pubblico il nuovo assetto museale con le seguenti parole: “Il nuovo allestimento museografico del Bodoni ha comportato una totale riprogettazione degli spazi precedenti, con lavori strutturali, di impiantistica e realizzazione di nuovi arredi espositivi. Uno sforzo importante volto a restituire valore e dignità a un autentico gioiello primo e unico nel suo genere in Italia. Da oggi pubblico e studiosi in visita al nuovo Museo Bodoni potranno vivere un’esperienza doppiamente immersiva, che da un lato rievoca l’aspetto dell’antica tipografia e, dall’altro, ripercorre la storia e la nascita della stamperia ducale e la cultura di un’epoca in cui Parma era tra le vere capitali europee”.

Per informazioni e orari sulle aperture del museo è possibile collegarsi ai siti web www.complessopilotta.it/museo-bodoni/ e www.museobodoniano.it

Fedele ricostruzione del torchio bodoniano. Foto © Giovanni Hänninen

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Nata a L’Aquila nel 1985, Francesca Massaro consegue la laurea magistrale in Storia dell’Arte nel 2011. Nel 2016 scrive il catalogo della mostra Babele e inizia rapporti di consulenza e critica artistica per artisti aquilani e abruzzesi. Nel 2020 vince il premio letterario Fëdor Dostoevskij- sezione narrativa. Attualmente redige articoli per riviste e siti web del settore e coltiva la sua passione per la scrittura creativa.