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22 anni senza Fabrizio De André: le nostre 10 canzoni preferite

Ha rivoluzionato il cantautorato italiano fermo da anni ai dogmi della “canzonetta”. Gli emarginati e tutti quelli messi all’angolo dalla società sono stati i protagonisti dei suoi testi.

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Era l’11 gennaio del 1999 quando alle ore 2 e 30 ci lasciava Fabrizio De André. Sono trascorsi 22 anni da quel giorno ma le sue ballate continuano ad accompagnare le nostre vite. Tra il mito e la realtà ha sfidato i canoni arroganti del suo tempo – ma anche del nostro – con ironia e un linguaggio sferzante e pungente. Ha rivoluzionato il cantautorato italiano fermo da anni ai dogmi della “canzonetta”. Gli emarginati e tutti quelli messi all’angolo dalla società sono stati i protagonisti dei suoi testi, fornendo una chiave di lettura della vita e dell’esistenza che fino ad allora l’Italia non conosceva.

The Walk of Fame omaggia Fabrizio De André riproponendo 10 di alcuni dei suoi grandi successi, consapevoli che tutte le eccellenze messe in musica dal grande Faber mai potrebbero far parte di un unico elenco.

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Il Testamento di Tito (1970)

Pezzo simbolo dell’album “La buona novella”, incentrato sulla figura di Gesù, considerato da Faber il più grande rivoluzionario della storia. Tito, a ben vedere, sarebbe uno dei ladroni crocifisso insieme a Cristo, però quello buono. In questo testo Tito ripercorre e analizza i dieci comandamenti, come se facesse un testamento, e riflette sul senso della legge di Dio. La visione di De André è una visione critica nei confronti di una legge divina in nome della quale si può anche uccidere un uomo senza averne pietà. Tito, sebbene peccatore, è l’unico che “prova dolore nel vedere un uomo che muore” e con quest’ultima strofa c’è il riscatto del peccatore che sembra essere l’unico ad aver “imparato l’amore”.

Bocca di Rosa (1967)

Uno dei brani più conosciuti nel panorama nazionale a tal punto che l’espressione “bocca di rosa” è entrata ormai nell’immaginario collettivo per indicare una persona “poco di buono”, una prostituta, anche se De Andrè, come precisò in un’intervista, non aveva intenzione di considerarla in quel modo, perché lei l’amore non lo faceva per soldi o per professione ma lo faceva con passione. Tante sono le ipotesi che si sono susseguite nel corso degli anni circa l’esistenza o meno di una Bocca di Rosa che lo avesse influenzato. C’è chi ritiene che si sia ispirato alla canzone francese “Brave Margot” di Brassens, chi ritiene che Bocca di Rosa fosse stata una ragazza istriana, come si evince dal suo unico romanzo, e infine chi pensa che fosse stata Liliana Tassio, scomparsa nel 2016, e che aveva sempre riferito di essere lei la donna di cui De André parlò.

Il Pescatore (1968)

Un pescatore si trova ad avere a che fare con un assassino che gli chiede del cibo e da bere. Senza opporre resistenza il pescatore esaudisce la richiesta e spezza il pane per chi ha sete e fame. Nonostante la stranezza dell’incontro, si tratta di un momento evocativo, pieno di calore, dai tratti cristiani, dove l’ha fa da padrone l’altruismo e il buon cuore. Un pescatore che difende un assassino.

La canzone dell’amore perduto (1974)

Si dice che i versi di questa canzone siano autobiografici. Infatti pare siano stati scritti da Fabrizio al culmine del matrimonio con la prima moglie Enrica Rignon, madre di Cristiano. La canzone ha due narratori: nella prima strofa un lui, mentre nella seconda una lei. Nonostante le diverse teorie sul perchè di una scelta tanto strana, alcuni ritengono che la prima strofa appartenga ad un momento in cui l’uomo dialoga con la donna rivelandole il suo finito amore, nella seconda invece, si può pensare che lui resti solo con sè stesso e i suoi pensieri.

Verranno a chiederti del nostro amore (1973)

De Andrè racconta la fine di un’ amore ma indaga anche sulle cause che hanno condotto al culmine della storia. Si tratta di un mix di emozioni, tra dolore, sconforto e rammarico che confluiscono nella consapevolezza di non essere riusciti a cambiare le cose “non sono riuscito a cambiarti, non mi hai cambiato lo sai“. Ma dal testo si evince inoltre la necessità di continuare ad avere rispetto di una storia d’amore lunga nonostante la separazione.

Amore che vieni amore che vai (1968)

Qui l’amore è il vero protagonista. Faber ha sempre parlato dell’amore come sentimento travolgente, come una passione inappagabile, ma che è destinata a non durare nel tempo. Come dice il titolo, l’amore viene e va ed è innegabile il fatto che sia un inno alla caducità del sentimento stesso. In questo testo imperano le citazioni, soprattutto il riferimento alle Odi di Catullo. Tale composizione è da considerarsi alla stregua della poesia perché evoca e sintetizza, tra originalità e opportune citazioni, le qualità del sentimento che rende felici le nostre vite: l’amore. Anche se viene e va.

Crêuza de mä (1984)

Interamente in dialetto ligure, come l’intero disco dall’omonimo titolo. Se dovessimo fornire una traduzione si potrebbe parlare di “viottolo di mare”, ovvero la strada che delimita due proprietà e che porta sempre al mare. Nell’idioma genovese De Andrè riscopre un linguaggio antico, tra i più usati nel Mediterraneo nell’ambito della navigazione e degli scambi commerciali, arricchitosi nei secoli di innumerevoli influenze, con espressioni dal greco, dall’arabo, dal francese e dallo spagnolo. Protagonisti del testo sono i marinai e le loro vite da eterni viaggiatori, ma anche le loro sensazioni e le esperieze vissute sulla loro pelle. L’album omonimo è stato considerato una delle pietre miliari della musica degli anni ’80 e Byrne ha dichiarato a Rolling Stone che si tratta di di uno dei dieci dischi più importanti nel panormama internazionale musicale del decennio.

La guerra di piero (1968)

Frutto dei racconti di guerra dello zio materno Francesco, sopravivissuto alla campagna d’Albania. Si tratta del punto di vista di un semplice soldato che aveva vissuto il conflitto in prima persona. Un racconto dolce ma al contempo triste della contradditorietà e stupidità poste alla base della guerra. In questo testo tra la vita e la morte si innesta il tempo che a volte è un tramite a volte separazione.

Hotel Supramonte (1981)

Tra tutti i brani composti da Fabrizio De Andrè, questo forse è quello più emozionante per il significato che nasconde. Infatti il Supramonte è il posto della Sardegna in cui lui e la sua compagna Dori Ghezzi furono tenuti per 4 mesi a seguito del rapimento organizzato dalla malavita sarda nel 1979. Si tratta di uno dei luoghi più belli della regione, tra natura e buon cibo e per questo è facile trovarvi hotel e bar sparsi in tutto il territorio. Faber e la compagna furono liberati solo dopo il pagamento di un riscatto della somma di più di 500 milioni. Nel corso degli anni, l’artista genovese ha sempre sottolineato il lato umano dei rapitori, fornendo loro il suo perdono, cosa che invece non fece per i presunti mandanti del sequestro : “Ho perdonato loro [i sequestratori] perchè, potendoci fare del male, hanno scelto di trattarci bene. Vorrei che certi catoni, certa gente che mi dice ‘Dovevi prima impiccare e poi perdonare’, vivessero l’esperienza che abbiamo vissuto noi e provassero quanto è importante, in quelle condizioni, essere trattati con umanità”.

Don Raffaè (1990)

Il brigadiere Pasquale Cafiero che lavora nel carcere di Poggio Reale è il rpotagonista della ballata. Negli anni ha stretto amicizia con don Raffaè, un boss camorrista. Nella realtà don Raffaè era il boss della camorra Raffaele Cutolo che una volta venuto a conoscenza dell’esistenza del brano scrisse a De Andrè per congratularsi aggiungendo: “Non capisco come abbia fatto a cogliere la mia personalità e la mia situazione in carcere senza avermi mai incontrato”. In effetti nè Faber nè Massimo Bubola, coautore del brano, avevano avuto modo di informarsi precisamente sul personaggio prima della sua detenzione. Questa storia sottolinea le problematiche dei carceri e la corruzione diffusa tra le guardie e i boss. Particolare la scelta di utilizzare il dialetto napoletano ed il ritornello è, infatti, un rimando ad una canzone di Modugno del 1958 (‘O ccafè). Il resto della composizione individua una serie di pensieri in prima persona dello stesso brigadiere, che apre il giornale e inizia a discutere delle notizie che legge con don Raffaè, al quale chiede consigli e opinioni e – verso la fine – anche un lavoro per il fratello.

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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I Cantieri dell’Immaginario: chiusura con Samuele Bersani e lo spettacolo “All’Umor non si comanda”

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Samuele Bersani

Parole e note nella giornata conclusiva della kermesse I Cantieri dell’Immaginario 2021, il festival promosso dal Comune dell’Aquila con la direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis. Una kermesse che ha visto 30 spettacoli nel cuore dell’estate del capoluogo abruzzese. Nel pomeriggio di lunedì 26, il Teatro stabile d’Abruzzo – in collaborazione con Spazio Rimediato e l’associazione Ricordo – presenta lo spettacolo “All’Umor non si comanda”, in serata concerto di chiusura con Samuele Bersani.

“All’Umor non si comanda” porta la firma di Giuseppe Tomei con musiche di Fabio Iuliano e Alessia Centofanti (quest’ultima cura anche la supervisione musicale).

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Scenografia a cura di Edoardo Gaudieri, costumi Mara Gentile (BrucaLab), disegno luci Luca Serani, supporto tecnico audio/luci Federico Etere, direzione palcoscenico Francesco Stefani, con Cecilia Cruciani, Gemma Maria la Cecilia per la regia Fabrizio Pompei, con l’ausilio dello stesso autore Tomei.

Inizialmente era prevista una sola replica alle 17, all’Auditorium del Parco. Ma le prenotazioni sono andate al completo e si è aggiunto anche un ulteriore turno alle 19.30.

Sulla falsariga dei grotteschi e surreali dialoghi beckettiani, un clown ed uno spettatore si incontrano in un non-luogo scambiandosi reciprocamente confidenze, dubbi e riflessioni esistenziali sui loro ruoli all’interno e all’esterno della società attuale. In un continuo gioco di ruolo i due protagonisti finiranno per perdere la propria identità trasformandosi nell’esatto opposto l’uno dell’altro.

Pregno di ironia e spiazzanti soluzioni sceniche, lo spettacolo impone al pubblico una continua seppur involontaria interazione con gli accadimenti in scena, indugiando tra una battuta umoristica e una citazione colta alla filosofica riconsiderazione del ruolo dell’attore nella contemporanea società “liquida”. Gli attori saranno chiamati ad un’opera di trasformismo scenico molto impegnativo e performante sia al livello fisico che mentale.

Lo spettacolo, che ha già fatto parte del progetto tv L’arte non si ferma, viene rappresentato per la prima volta al pubblico. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.cantieriimmaginario.it oppure tramite il botteghino del Teatro Stabile d’Abruzzo, corso Vittorio Emanuele 102, tel. 348.5247096. Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 10.30 alle 13.30.

Il concerto di Bersani è previsto alle 21.30. Il cantautore porta all’Aquila l’Estemporaneo Tour, una buona serie di concerti attraverso l’Italia, specie in luoghi di particolare interesse storico e artistico. Il 13 luglio scorso il suo ultimo lavoro discografico “Cinema Samuele” uscito proprio in questo 2021 è stato riconosciuto “miglior album dell’anno” facendo vincere a Samuele il suo quarto Premio Tenco.

In questo tour Bersani è sul palco insieme a cinque straordinari musicisti: i chitarristi Tony Pujia e Silvio Masanotti, Stefano Cenci alle tastiere, Davide Beatino al basso e Marco Rovinelli alla batteria. Con loro Samuele, oltre a presentare alcuni brani dell’ultimo album, attraversa la sua lunga carriera trascinando il pubblico nei suoi brani di maggior successo ed un omaggio a Lucio Dalla.

Un live inedito, ricco di quelle canzoni fissate nella storia della musica, e un artista che non ha bisogno di effetti speciali perché in concerto è esattamente come lo si immagina attraverso i suoi dischi, poetico e diretto, capace di emozionare con poche note.

Il costo del biglietto di ingresso è di 15 euro e i biglietti sono disponibili on line sul sito https://cantieriimmaginario.it/. Inoltre i biglietti sono disponibili dalle ore 9,30 alle 13 e dalle ore 15 alle 17 nella sede dell’Ente Musicale a Palazzo Di Paola, Corso Vittorio Emanuele II, 95 int. 5. A partire dalle ore 19 la biglietteria è al botteghino del Ridotto del Teatro Comunale (piazza del Teatro) nei pressi del luogo del concerto.

Una serata organizzata in collaborazione con la Società aquilana di concerti Barattelli che domani accoglie anche Emir Kusturica & The No Smoking Orchestra sempre al palco allestito alla scalinata di San Bernardino.

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“Je So Pazzo”, il premio musicale dedicato a Pino Daniele è giunto alle finali

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je so pazzo premio internazionale

Oggi 24 luglio e domani, si terranno rispettivamente le Finali di Categoria e la Finalissima del Premio Musicale Internazionale Je So Pazzo, dedicato a Pino Daniele e alla migliore musica emergente. L’attesa manifestazione si svolgerà presso il Parco Traiano di Grottaferrata, splendida località dei Castelli Romani.

L’evento si svolgerà in un’area appositamente allestita con un palco di 120mq ed un Villaggio del Gusto, un’oasi dedicata ai servizi di ristorazione con le migliori specialità locali.

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Un week end intenso di musica e spettacolo, che conclude una settimana densa di esibizioni e partecipazione di ospiti speciali, quali Michele Pecora, la Little Tony Family e Andrea Spuntarelli nella prima serata dedicata alle Canzoni più rappresentative di Sanremo.

Aldo Onorati, Dantista, nella serata dedicata a Dante in Musica insieme a Michele Pecora. Nello Daniele e la Iesainò Band nell’evento dedicato a Pino Daniele. 

Sabato 24 luglio, per le Finali di Categoria si esibiranno i 10 artisti per ogni categoria in gara (baby, junior, teen, rap giovani, inediti, over e band), qualificatisi durante le finali dal 19 al 23 di luglio. Ospiti Brooke Borg e Rossella Zitiello. Gli artisti convocati a Grottaferrata, sono stati selezionati nel corso degli ultimi dieci mesi, tramite più di mille audizioni capillari nell’intero territorio italiano e anche straniero.

Le esibizioni saranno valutate da una giuria di professionisti che decreteranno i tre artisti per categoria che accederanno alla Finalissima di domenica 25 Luglio, composta da Enzo CampagnoliDanilo CiottiGeppino Afeltra e Marco Petriaggi.

Leggi anche “Il dolore ci tiene stretti a te”: sei anni fa la morte di Pino Daniele

Gli artisti concorreranno inoltre all’assegnazione di Premi Speciali, quali il Premio della Critica Sergio Bardotti, Il Premio Speciale del Main Sponsor, Il Premio Miglior Arrangiamento Inediti, Il Premio Miglior Presenza Scenica, Il Premio Miglior Interpretazione, il Premio Internazionale Totò Letizia, Il Premio Stampa In Famiglia e il Premio RadUni Musica, i cui vincitori accederanno anch’essi alla Finalissima.

La Finalissima del 25 luglio del Premio Internazionale Je So Pazzo, presentata da Jo Squillo, vedrà la partecipazione di numerosi illustri ospiti e la presenza di una giuria stellata composta dal Direttore Artistico del Premio M° Adriano Pennino, dal Presidente di Giuria Michele Torpedine, da Red Ronnie e Rory di Benedetto. Gli ospiti previsti: WrongOnYouNello DanieleAndrea DonzellaGianmarco Gridelliil trio BollicineNico ArezzoCarboidratiLorenz SimonettiBrooke BorgRossella ZitielloLuigi CascioWalter Ricci

Nel corso della serata interverrà Mauro Atturo imprenditore, produttore teatrale e cinematografico che crede che il talento, la passione e la formazione, siano elementi che vadano coltivati e supportati sia in ambito artistico che professionale.

Il corposo evento, minuziosamente organizzato da Dreaming the Future Srl, capitanata da Enzo Longobardi e Valerio Gridelli, verrà realizzato nel rispetto delle norme previste anti covid e creerà alla città di Grottaferrata un importante indotto turistico. In città e nelle zone limitrofe sono attese nella città più di 2.000 persone tra addetti ai lavori, artisti, familiari, amici e fans.

La Finalissima godrà di copertura televisiva Nazionale, su TGCom24, Sky Class TV Moda e BOM channel.

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Al via Water World Music Festival, l’evento galleggiante organizzato da Salmo con ospite Bob Sinclar

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Tutto pronto per l’evento dell’estate: Water World Music Festival andrà in scena questa domenica presso la splendida baia di Cala dei Sardi, dove nei giorni scorsi è già stato posizionato il palco galleggiante di 640m² e dove sono attese circa 200 imbarcazioni da cui il pubblico potrà godersi il concerto, formando una vera e propria arena in mare.

Water World Music Festival, organizzato da LBNSK360 e Vivo Concerti, in stretta collaborazione con il Title Partner MINI e Red Carpet, e di cui glo™ è Main Partner e Radio 105 Radio Partner ufficiale, si svolgerà dalle 15 alle 20 di domenica 25 Luglio 2021 a largo della Marina di Cala dei Sardi (Olbia, Sardegna).

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Un evento unico nel suo genere, che per la prima volta vedrà esibirsi sullo stesso palco Salmo, ideatore e protagonista dell’evento, che ospiterà durante il suo set Coez, Slait, Lazza, DJ 2P e Noyz Narcos. Il main set sarà preceduto dall’esibizione di Bob Sinclar, mentre l’apertura pomeridiana sarà invece affidata al dj set di Mamacita.

Leggi anche: “La rivoluzione musicale targata Machete: 10 anni dopo il collettivo è più attivo che mai

Le prenotazioni per accedere all’evento sono ormai quasi sold-out: pochi ancora i biglietti rimasti in vendita sul sito ufficiale. Non sarà infatti possibile accedere con un mezzo privato, ma bisognerà acquistare un posto singolo sulle imbarcazioni o noleggiare un gommone o una barca a vela per godersi l’evento con i propri amici tramite i canali ufficiali del Festival.

Alla sicurezza sanitaria del Water World Music Festival contribuirà in misura decisiva il Mater Olbia Hospital. In particolare, l’Ospedale, risultato della partnership tra la Fondazione Policlinico Gemelli e la Qatar Foundation, allestirà delle postazioni in prossimità degli imbarchi dove il proprio personale, altamente specializzato, effettuerà tamponi antigenici di terza generazione, della stessa tipologia utilizzata con successo presso l’Health Testing Center dell’Aeroporto di Olbia.

Photocredits by official website

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