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Wednesday, svelati i primi dettagli della serie diretta di Tim Burton

Federico Falcone

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Wednesday, la nuova serie tv Netflix diretta da Tim Burton e prodotta da MGM / UA Television, si preannuncia come uno tra i prodotti più interessanti dei prossimi mesi o, quantomeno, tra quelli che più genereranno hype attorno alla sua uscita. Scritta da Miles Millar e Al Gough (Smalville) sarà basata sull’omonimo personaggio della Famiglia Addams. Mercoledì, l’adolescente seriosa, mai sorridente, sempre fredda e distaccata sarà la protagonista di otto episodi.

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Il progetto, che va avanti dallo scorso ottobre e che ha subito numerosi rallentamenti a causa delle problematiche legate alla pandemia in corso, ancora non ha un volto che vestirà i panni di Mercoledì. Sembra scontato che non ritroveremo Christina Ricci, già protagonista dello storico film del 1991 diretto da Barry Sonnenfeld, che risulterebbe fuori tempo massimo per interpretare nuovamente la ragazzina. Ancora non si ha contezza, quindi, dell’attrice principale della serie.

Della trama, invece, sappiamo che ruoterà attorno alle vicende adolescenziali di Wednesday Addams ai tempi della Nevermore Accademy. Nei suoi anni da studentessa prese coscienza delle sue abilità psichiche che utilizzò per arrestare l’escalation omicida che si abbatté sulla sua città e che vide coinvolti anche i suoi genitori. Nel mentre si districherà tra le vicende sentimentali che le si presenteranno durante la vita di tutti i giorni.

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“Quando abbiamo sentito per la prima volta l’idea di Al Gough e Miles Millar per Wednesday, siamo rimasti colpiti, come da una freccia di una balestra, dritti al cuore. Hanno fissato il tono, lo spirito e i personaggi, ma ci hanno dato un nuovo modo di entrare nella storia. Mercoledì è il prototipo definitivo del lupo solitario”, ha spiegato Teddy Biaselli, direttore delle serie originali Netflix.

“Abbiamo poi ricevuto la chiamata di Tim Burton, regista visionario e fan da sempre della Famiglia Addams, che voleva fare il suo debutto alla regia televisiva con questa serie. Tim ha un passato straordinario quando si parla di raccontare storie su outsider come Edward mani di forbice, Lydia Deitz e Batman. E ora porterà la sua visione unica a Mercoledì e ai suoi inquietanti compagni di classe della Nevermore Academy”, ha aggiunto.

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Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Lo sapevi che: sfiga e credenze popolari, dal gatto nero al sale, da dove nascono?

Gaetano Miranda

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Credenze popolari, miti e modi di dire relativi alla malasorte, alla sfiga e a ciò che – si dice – porti sfortuna, sono argomento evergreen nel dialogo quotidiano. Passano gli anni, ma alcuni retaggi culturali restano. In Italia sono tantissimi, da nord a sud, quelli secondo cui la vita dell’uomo sarebbe in qualche maniera condizionata da alcuni avvenimenti che porterebbero sfortuna. Delle condizioni fattuali che influenzerebbero il modus vivendi di un singolo individuo. Ammesso che questi ci creda davvero.

Perché si dice “è tutto un altro paio di maniche”?

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Gli italiani, lo sappiamo, sono spesso superstiziosi o credono alla sfiga, specialmente nel meridione. Spesso queste credenze strappano un sorriso, ma l’origine di alcuni costumi non la conosciamo fino in fondo. Ed esplorando più in profondità, scalfendo quella patina di superficialità che potrebbe spuntare la volontà di approfondimento, invece, troviamo delle risposte spesso inaspettate.

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La parola, come ogni altra forma di energia, influisce e crea, ma qui dovremmo andare poi nel campo della fisica quantistica. Insomma, ce ne parla il dottor Gaetano Miranda, antropologo fisico, che fa luce su alcuni credenze popolari.

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Andy Warhol, le sue opere cinematografiche arrivano su Amazon Prime Video

Redazione

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Minerva Pictures è orgogliosa di annunciare che, in seguito all’accordo stipulato con la Andy Warhol Foundation-Europa, le opere cinematografiche dirette e prodotte dall’iconico padre della Pop-Art, saranno  a disposizione dei tantissimi amanti e cinefili, su RaroVideo Channel a partire dal 1 marzo. Il canale, in abbonamento su Amazon Prime Video, consente la visione, in un unico luogo, di tutto il prestigioso catalogo di immagini in movimento offerto da RaroVideo.

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Tra i capolavori che fanno parte dell’accordo, troviamo le storie di vita dal sapore intimo e nascosto di The Chelsea Girls, opera monumentale della durata di 4 ore girata in doppio schermo, Vinyl, il film che forse può essere definito il più punk tra le opere di Warhol e ancora, la lunga e libera improvvisazione di The Velvet Underground&Nico, che ci riporta in quella meravigliosa e indimenticabile atmosfera newyorkese alla corte di Nico, Lou Reed e soci. Saranno editati e proposti anche i capolavori degli inizi come Blow Job e Kiss e non mancherà nemmeno la trilogia prodotta da Warhol e diretta dal suo antico amico e sodale Paul Morrissey, Flesh/Trash/Heat, con una delle icone della factory warholiana qual è Joe Dallessandro.

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Un accordo, quello con la Andy Warhol Foundation, che assume i tratti di un vero e proprio evento dal grande valore artistico, dato che le opere saranno ospitate da RaroVideo Channel su Amazon Prime Video in esclusiva mondiale.

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Walt Whitman, il padre della poesia americana

Erica Ciaccia

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Walter Whitman, noto come Walt Whitman (West Hills 1819 – Camden 1892) è stato un poeta, scrittore e giornalista statunitense. Considerato il padre della poesia americana, è stato il primo poeta moderno ad utilizzare comunemente il verso libero, di cui è considerato in un certo senso “l’inventore”.

Le sue radici si rintracciano nel visionarismo profetico di William Blake, quei suoi versi lunghissimi e prosatici provengono infatti dall’influenza di quest’ultimo, anche se il poeta americano ne stempera la carica alchemico-mitica e li usa in una versione più franta, metricamente più fluida, tanto da fargli guadagnare appunto un posto tra gli iniziatori del verso libero.

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La famiglia di poeti cui Whitman appartiene e della quale è considerato il patriarca, è una famiglia che purtroppo negli ultimi decenni non ha avuto in Italia una buona reputazione: vi appartengono cantori di una americanità continentale, come Rubén Darío, Pablo Neruda, Allen Ginsberg e perfino Borges, che fu anch’egli un whitmaniano.

La sua raccolta più famosa “Foglie d’erba” fu pubblicata nel 1855 in occasione del giorno dell’Indipendenza e proprio per questo sarà un’opera destinata ad essere considerata la “Bibbia democratica americana”. Come poeta e come persona, Walt Whitman resta grande e sfuggente.

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Non si riesce a sapere, nemmeno al giorno d’oggi, la maggior parte di ciò che egli non voleva che si sapesse, malgrado i grandi sforzi di molti devoti e colti biografi. Il legame tra la sua poesia e la sua vita è molto più incerto di quanto non creda la maggior parte dei lettori. Eppure Whitman è tanto importante per noi, tanto crucial nella mitologia americana, tanto assolutamente centrale nella nostra cultura letteraria che abbiamo bisogno di progredire nel tentativo di mettere insieme la sua vita e la sua opera. 

Di seguito alcuni versi tratti da “Foglie d’erba”: 

C’è questo in me – io non so che cosa è  – ma so che è in me. 
Contorto e sudato – calmo e fresco poi diventa il mio corpo, 
io dormo – dormo a lungo.
Io non lo conosco – è senza nome – è una parola non
detta,
Non è nei dizionari, tra le espressioni, tra i simboli.
Qualcosa lo fa oscillare su più terra di me,
amica ne è la creazione, il cui abbraccio mi sveglia. 
Forse potrei dire di più, Lineamenti! Io intercedo per 
i miei fratelli e le mie sorelle.

Vedete, miei fratelli e sorelle?
Non è caos o morte – è forma, unione, progetto – è vita eterna – è Felicità.

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