“Una stella per Nella”: la graphic novel su Auschwitz realizzata da due studentesse

Appena Nella arriva nel campo di concentramento viene mandata nelle camere a gas. Abbiamo immaginato che viaggiasse con una bambola, il giocattolo che le dava conforto. Prima di entrare sotto le docce, però, Nella la lascia fuori e le dà un nome: Libertà”. A parlare è Maddalena Stellato, studentessa quattordicenne di Chiavari che, insieme all’amica Marta De Vincenzi, 15 anni per lei, è autrice di “Una stella per Nella”.

Sul finire di novembre le due studentesse liguri hanno visitato il Campo 52 di Coreglia Ligure insieme al direttore della scuola Chiavarese del Fumetto, Enrico Bertozzi, rimanendone profondamente toccate. Il desiderio è stato quello di raccontare graficamente gli orrori dell’olocausto attraverso gli scritti di Maddalena e i disegni di Marta, in occasione del Giorno della Memoria.

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La storia parla di Nella Attias, una bambina ebrea di 5 anni che, assieme alla sua famiglia, viene prelevata dai nazisti dal campo di prigionia alla Piana di Coreglia e, passando per Milano, troverà la morte ad Auschwitz, dopo aver viaggiato sullo stesso treno che trasportò la senatrice a vita Liliana Segre.

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La graphic novel ha riscosso così tanto successo da attirare le attenzioni del Quirinale e la conferma è arrivata dalla stessa Presidente dell’Anpi di Chiavari, Maria Grazia Danieli, committente dell’opera. “Stavo per scoppiare a piangere. Fortuna che ero seduta, quando ho risposto al telefono”. Sono le parole della Danieli dopo aver realizzato che all’altro capo del telefono c’era il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Aveva letto molto bene ‘Una Stella per Nella’ ed è rimasto colpito da come abbiano affrontato la vicenda con dolcezza. Un segnale importante anche per le scuole: un riconoscimento per il lavoro formativo che stanno svolgendo. Per noi è importante tramandare la memoria attraverso i giovani, perché un conto è se lo raccontiamo noi anziani, un conto è se lo fanno loro. Quando mi sono resa conto della grazia e della maturità con le quali le due adolescenti avevano riassunto un momento così drammatico, ho pensato di mandarne qualche copia al capo dello Stato. Ho spedito tutto lunedì. Poi venerdì mi squilla il cellulare alle 16.40, rispondo e sento la sua voce sicura e affettuosa che dice: “Sono il presidente Sergio Mattarella…”. Che onore! Era rimasto impressionato dal lavoro delle ragazze e ha detto che appena il Covid lo permetterà le aspetta a Roma al Quirinale”.

Photo credit: Avvenire.it

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