“Tra Naturalismo e Satira”: a Pesaro una grande mostra sull’artista abruzzese Nino Caffè
Fino al 31 ottobre, Palazzo Mosca a Pesaro ospita Tra naturalismo e Satira, retrospettiva sul grande artista abruzzese Nino Caffè, a cinquant’anni dalla sua scomparsa.
Nino Caffè tra Abruzzo e Marche
A cinquant’anni dalla scomparsa, Pesaro rende omaggio a Nino Caffè (Civitella Alfedena 1908 – Pesaro 1975), il suo celebre artista di adozione, con una grande retrospettiva che ambisce a ristabilire il giusto valore critico alla sua opera.
Il pittore, nato in Abruzzo, si trasferì nel 1930 a Pesaro, dove la sua arte trovò un fertile terreno. Qui, il giovane Nino si immerse nel fermento creativo locale e strinse legami profondi con una vivace cerchia di intellettuali.
Il vero punto di svolta, che diede vita alla sua cifra stilistica inconfondibile, si manifestò tuttavia a Urbino, durante i complessi anni della Seconda Guerra Mondiale: in tale contesto il suo sguardo si affinò e si caricò di un’originale e profonda umanità. La sua arte si può considerare un dialogo intimo tra la tradizione abruzzese e quella marchigiana, un ponte tra due terre che hanno plasmato la sua sensibilità e la sua originalissima visione artistica.

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L’ironia rivoluzionaria dei “pretini”
Ospite prima dallo storico dell’arte Pasquale Rotondi e poi della famiglia Benedetti, l’artista era solito dipingere da una finestra che si apriva su una strada percorsa quotidianamente da seminaristi e prelati diretti al Duomo. Ma a differenza di altri, Caffè non li rappresentò mai nella loro solenne austerità.
Le sue tele pullulano di ecclesiastici ritratti in momenti di svago: giocano, si rincorrono, affrontano sfide a palle di neve in un gelido inverno o si esibiscono in equilibri sui trampoli con la stessa destrezza dei saltimbanchi. Tale cifra stilistica, che unisce l’ironia a un affetto sincero per i soggetti rappresentati, divenne il cuore pulsante della sua produzione, attirando il favore di collezionisti in tutto il mondo.
I suoi personaggi si animano di una vitalità e di una spontaneità che li rendono profondamente umani, rivelando un universo interiore ricco e complesso che ha affascinato e continua a incantare chi osserva le sue opere con attenzione.

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Gli archetipi del Bene e del Male
La mostra Nino Caffè. Tra naturalismo e satira, ospitata nella nuova ala dei Musei Civici di Palazzo Mosca a Pesaro, raccoglie sessantacinque opere, concesse da collezioni private e dagli eredi dell’artista. Si tratta di un viaggio che copre quattro decenni di attività creativa, spaziando dai suoi rari ritratti e paesaggi fino al nucleo principale della sua produzione, interamente dedicato al mondo ecclesiastico in chiave ironica.
Qui, i “pretini” si mostrano nelle loro innumerevoli varianti, calati in contesti urbani o naturali, immersi tra sogni e piccole, ordinarie disavventure. La loro apparente natura caricaturale non deve però ingannare, poiché, al di là delle vesti, tali figure nascondono gli eterni archetipi del Bene e del Male, come si evince con potenza dalla sua toccante e drammatica opera del 1959, Apocalisse.
La mostra è un’occasione imperdibile per scoprire la profondità di un artista che ha saputo fondere l’accuratezza del disegno con composizioni equilibrate e una tavolozza cromatica calda e vibrante, creando così uno stile che parla direttamente all’animo umano, senza filtri o preconcetti.

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Pesaro rende omaggio a Nino Caffè
Il progetto espositivo rappresenta una rilettura critica necessaria a cinquant’anni dalla scomparsa, un’occasione per riscoprire il ruolo di un artista poliedrico nel panorama culturale italiano. L’esposizione, a cura di Mariastella Margozzi, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro e patrocinata dal Ministero della Cultura.
La curatrice ha sottolineato l’importanza di questo evento, affermando: “Questa mostra è importante in primo luogo perché sono cinquant’anni che non viene dedicata una mostra a Nino Caffè che racconti la sua vita di artista in un’Italia, quella tra gli anni trenta e i quaranta, attraversata da numerosi stravolgimenti culturali. Inoltre la sua pittura ha segnato per tutti gli anni Cinquanta e parte dei Sessanta il mercato internazionale dell’arte, in quanto assai seguita dal collezionismo internazionale e soprattutto americano, per la capacità che aveva di rispondere, con la sua italianità più genuina, associata a un’Istituzione unica nel suo genere come la Chiesa cattolica e il suo clero, all’immaginario collettivo che dell’Italia aveva in quei tempi il mondo”.
La mostra rimarrà aperta ai visitatori fino al 31 ottobre, offrendo un’immersione completa nel poliedrico universo creativo dell’artista abruzzese. Per orari e prenotazioni è possibile collegarsi al sito web www.pesaromusei.it .

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Fonte immagini: artnet
Copyright opere: ©Nino Caffè ed eredi



