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Settant’anni di Pazienza: Il MAXXI L’Aquila ricorda il geniale fumettista con 300 opere

Francesca Massaro Posted On 4 Dicembre 2025
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In occasione del settantesimo anniversario della nascita di Andrea Pazienza, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo celebra il geniale fumettista con un grandioso progetto espositivo che fa tappa prima a L’Aquila e poi a Roma.

Il tributo ad Andrea Pazienza

Un nome, uno stile inimitabile. Il talento di Andrea Pazienza (San Benedetto del Tronto, 23 maggio 1956 – Montepulciano, 16 giugno 1988), così precoce e rivoluzionario, a quasi quarant’anni dalla sua scomparsa, continua a fare breccia con sorprendente intensità nel presente. Fumettista tra i più radicali e anticonformisti della cultura italiana, il suo linguaggio inesauribile non solo ha cambiato il modo di concepire il disegno, ma influenza tuttora illustratori e artisti, consolidandosi come esempio imprescindibile.

In occasione del settantesimo anniversario della sua nascita, il MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI Secolo rende un grande tributo alla sua memoria, inaugurando un progetto espositivo intitolato Andrea Pazienza. La matematica del segno. Costituita da due tappe distinte, a testimonianza dell’impossibilità di racchiudere la sua titanica creatività in un unico evento, la mostra prende avvio nel capoluogo abruzzese, L’Aquila, per poi estendersi nella primavera del 2026 alla sede di Roma.

Tale doppia celebrazione racchiude in sé l’obiettivo di restituire al pubblico la potenza narrativa e l’energia ideativa di un maestro che, nella sua breve parabola artistica, è riuscito ad anticipare sensibilità e inquietudini della società odierna.

Andrea Pazienza, Senza titolo, 1974, pennarello su carta, Collezione privata.

Leggi anche: A Teramo la mostra “Caravaggio. La rivoluzione della luce”

La mostra a L’Aquila

La prima tappa del progetto espositivo, ospitato nelle sale del MAXXI L’Aquila, si concentra in modo mirato sul periodo giovanile e formativo dell’autore, un periodo cruciale durante il quale Pazienza definì il suo distintivo lessico visivo e costruì le basi della sua rivoluzione artistica. Sebbene nato a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), l’artista trascorse a Pescara l’adolescenza e la giovinezza, trovando nella città abruzzese un ambiente fertile che ne apprezzava la genialità fuori dal comune, incentivandolo a riportare le sue visioni su carta.

L’allestimento aquilano presenta oltre trecento opere, molte delle quali inedite, realizzate tra chine rapide, acquerelli vibranti e composizioni a pennarello in grande formato, rivelando un talento in piena crescita e una tensione continua tra la disciplina accademica e l’audacia dell’improvvisazione. In un simile stimolante contesto tra il 1972 e il 1982 l’artista produsse vignette satiriche e caricature sferzanti, come quelle che avevano per bersaglio l’eccentrico professor Sandro Visca.

La mostra valorizza il legame profondo tra l’autore e l’Abruzzo, con L’Aquila che si fa onorevolmente custode di questa fase storica, esponendo un tassello fondamentale del percorso creativo dell’eclettico fumettista.

Andrea Pazienza, Repubblica Italiana, acrilico su tela, 1974, Collezione privata.

Leggi anche: Dopo 50 anni il Cavallo Colossale di Antonio Canova ritrova il suo antico splendore

Il tratto calibrato di Paz

Il titolo stesso della retrospettiva, La matematica del segno, riassume l’essenza del pensiero creativo di Pazienza: un sistema espressivo che, sebbene apparisse totalmente libero e scanzonato, era in realtà attentamente calibrato e lucidissimo, amalgamando rigore e spontaneità.

Il focus dell’esposizione è il concetto di “segno” inteso non come un semplice elemento grafico, bensì come un vero e proprio strumento narrativo, un generatore di ritmo e atmosfera che eleva il fumetto a nuova concezione artistica. “Paz” (come è universalmente conosciuto tra gli appassionati) ha costruito una grammatica visiva eccezionalmente flessibile, capace di tenere insieme l’audacia del gesto spontaneo con la precisione del controllo tecnico.

Questa selezione di lavori mette in luce proprio l’equilibrio tra il disegno di impronta tradizionale e la vitalità del linguaggio contemporaneo, tra improvvisazione e precisione chirurgica. È in tale spazio ibrido, fatto di stratificazioni e accelerazioni, che nascono le figure emblematiche di Pentothal, graffiante sogno politico di una generazione disillusa, e di Zanardi, maschera feroce dell’egoismo morale: entrambi effetti di una vitalità interiore che utilizzava l’ironia dissacrante e l’emotività come vero e proprio carburante creativo.

Andrea Pazienza, Studio di forme anatomiche, 1971, pennarello e china su carta, album da disegno, Collezione privata.

Leggi anche: Tra noir e romanticismo: al Museo della Permanente di Milano ottanta opere di Jack Vettriano

Organizzatori e tappe del progetto espositivo

L’iniziativa è promossa e organizzata dal MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI Secolo. Il progetto espositivo, che intende ricostruire la genesi del linguaggio di Pazienza, vede la curatela congiunta di Giulia Ferracci e Oscar Glioti.

La prima tappa della mostra avrà luogo nella sede del MAXXI L’Aquila, e sarà accessibile al pubblico dal 6 dicembre 2025 al 6 aprile 2026. Un approfondimento speciale si terrà poi al Laboratorio d’Arte Convergenze di Pescara, un fondamentale polo di ricerca e dialogo fondato e diretto da Peppino D’Emilio, che nel 1975 ospitò la prima personale del fumettista.

La seconda tappa dell’esposizione, focalizzata sulla maturità artistica dell’autore, verrà inaugurata invece al MAXXI Roma nella primavera 2026.

Per ogni informazione inerente orari e biglietteria, è possibile consultare il sito web del museo aquilano: www.maxxilaquila.art .

Andrea Pazienza, Isa d’estate, 1975, pennarello su carta colorata, Collezione privata.

Leggi anche: La Grecia a Roma: ai Musei Capitolini la mostra con oltre 150 opere originali

Fonte immagini: www.maxxilaquila.art (galleria pubblica)

Copyright immagini: ©Andrea Pazienza ed eredi

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