Roma nel mondo: al MAXXI la mostra che mette in contatto la Capitale con le metropoli globali
Dal 17 dicembre 2025 al 6 aprile 2026 il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo presenta Roma nel Mondo, a cura di Ricky Burdett, una grande mostra che mette in dialogo la Capitale con le altre metropoli globali. In cosa differisce Roma da Parigi, Londra, Istanbul o Pechino? È una città congestionata o vivibile, estesa o compatta, socialmente integrata o divisa? E ancora, quale spazio occupa oggi Roma nell’immaginario del mondo?
La mostra esplora l’essenza della città a partire da due prospettive diverse ma complementari. Da un lato l’universo dei dati: una mole imponente di numeri, indicatori, grafici, resi accessibili grazie a un sapiente progetto di allestimento. Dall’altro la risonanza culturale e simbolica, quella dimensione immaginifica che la Città Eterna ha da sempre alimentato nell’arte e nella letteratura, dal Grand Tour in poi.
Il risultato è un accurato ritratto contemporaneo di una citta che confronta sfide e realta globali: dal cambiamento climatico all’invecchiamento, dalla migrazione alla sostenibilltà. Ne risulta un vero e proprio mosaico di dati, fotografie, documenti, modelli, opere d’arte a cui si aggiunge un nuovo progetto di committenza fotografica. Un grande modello fisico di tutto il Comune di Roma, realizzato in terracotta, funge da piattaforma per la visualizzazione di nuove informazioni sulle dinamiche spaziali, sociali e ambientali della città.
«Nell’anno del Giubileo il MAXXI sceglie di parlare di Roma da una prospettiva inedita, di condividere con i propri visitatori alcune domande e di cercare attraverso questa mostra di individuare le risposte; – afferma Maria Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI – un progetto di ricerca ambizioso che punta a definire e ricalibrare lo spazio che Roma occupa rispetto alle altre capitali del mondo».
«Roma nel Mondo si inserisce nella programmazione del MAXXI come un progetto chiave di ricerca e di confronto sulle trasformazioni urbane contemporanee. – prosegue Francesco Stocchi, Direttore artistico MAXXI – La mostra conferma il ruolo del Museo come piattaforma internazionale capace di leggere Roma in relazione alle altre capitali globali. Un percorso che rafforza la missione del MAXXI come luogo di produzione culturale e di pensiero critico sul presente».
Con Roma nel Mondo – spiega Lorenza Baroncelli, Direttrice del dipartimento Architettura e design contemporaneo – il MAXXI si propone oggi di ampliare lo sguardo, adottando dichiaratamente e programmaticamente la lente dell’urbanistica e fotografando con originalità Roma “da fuori”, per poi arrivare a rappresentare il suo stesso, più intimo, DNA».
«Quando il MAXXI mi ha chiesto di curare una mostra su Roma il mio istinto è stato quello di ribaltare il punto di vista che la pone come Caput Mundi e di collocarla in un contesto globale. – conclude il curatore Ricky Burdett – I dati raccolti offrono una nuova lettura: quella di un artefatto urbano contemporaneo complesso, socialmente stratificato, esteso e verde, costruito su uno dei cardini della nostra storia». Roma nel Mondo si sviluppa negli spazi al piano terra del Museo come una vera e propria sezione urbana. Il percorso di mostra è articolato in tre grandi nuclei, che dialogano tra loro come capitoli di un’unica narrazione: Confronti globali, Roma nell’immaginario del mondo e Il DNA di Roma.
CONFRONTI GLOBALI mette in relazione Roma con altre diciassette grandi città del mondo a partire da quattro dinamiche chiave: Spazio, ovvero dove viviamo e il modo in cui abitiamo le nostre città, che ha profonde conseguenze politiche, sociali e ambientali; Mobilità, come ci muoviamo e il conseguente effetto su efficienza, vivibilità e sostenibilità di una città; Ambiente, che indaga l’impatto delle città sul fragile equilibrio del Pianeta; Società, che racconta quanto le città siano meccanismi sociali complessi e come il modo in cui scegliamo di viverle possa elevare o, al contrario, impoverire la qualità della vita.
Attraverso immagini di città come Parigi, Londra, Berlino, New York, Pechino, Lagos, Tokyo, Città del Messico, San Paolo, Mumbai, Bogotà, Addis Abeba e altre, accostate alle mappe della crescita demografica e alle visualizzazioni dei flussi di mobilità, si compone una geografia comparata delle metropoli contemporanee. Esposte in questa sezione le fotografie d’autore di Iwan Baan, Olivo Barbieri, Martin Roemers, Francesco Jodice, Giovanna Silva, Armin Linke e Peter Bialobrzeski.
ROMA NELL’IMMAGINARIO DEL MONDO, sezione a cura di Paola Viganò con Maria Medushevskaya, è una ricognizione attraverso opere, testi, mappe e immagini del modo in cui la città è stata vista, interpretata, raccontata e abitata da generazioni di artisti, scrittori, viaggiatori e intellettuali. Roma città della grazia e dell’ospitalità – con le chiese nazionali, le accademie straniere, le residenze d’artista – ma anche come scena di un turismo di massa, ritratto con ironia e precisione da fotografi contemporanei. Roma è “Patria interiore” nelle parole di Ingeborg Bachmann, “Città dell’anima” in quelle di Lord Byron, scenario di salotti cosmopoliti per Stendhal, metafora psichica in cui tutte le epoche coesistono per Sigmund Freud. Non mancano riferimenti ad artisti come Giulio Paolini, William G. Congdon, Cy Twombly, le inconfondibili fotografie di Martin Parr, e ancora testi di scrittori e teorici quali Vernon Lee, Edith
Wharton, Germaine de Staël, Henry James.
La sezione conclusiva, IL DNA DI ROMA, affronta una domanda tanto semplice quanto vertiginosa: qual è il DNA di Roma oggi? Chi sono e dove vivono i romani, quali sono i quartieri più verdi o più costruiti, dove si concentrano le famiglie con bambini e dove gli anziani, quali aree sono più esposte alle vulnerabilità sociali ed ambientali? Cuore di questo capitolo è il più grande modello fisico mai realizzato dell’intero Comune di Roma oggi, commissionato dal MAXXI e composto da 953 tessere terracotta, in scala 1:7.500. Un paesaggio tridimensionale che diventa una d’eccezione sulla quale si proiettano
mappe e dati relativi a densità abitativa, reddito, invecchiamento della popolazione, distribuzione
del verde, accessibilità ai servizi, esposizione alle isole di calore.
Una nuova serie fotografica di Marina Caneve, destinata alla Collezione del MAXXI, esplora Roma nel 2025 nella sua quotidianità. Non la città da cartolina, ma piuttosto il suo “dietro le quinte”: capperi rimossi dai Muraglioni del Tevere, cave di travertino colme di acque sulfuree, cavalli dietro il Corviale, tracce di natura selvatica disperse negli strati urbani. La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato, a cura di Ricky Burdett e Izabela Anna Moren, concepito come strumento di studio e di lavoro, che approfondisce i temi affrontati lungo il percorso espositivo (Corraini edizioni, doppia edizione italiano/inglese).
PUBLIC PROGRAM: La mostra è accompagnata da un ciclo di incontri dedicato a Roma, al suo mito e alle sue prospettive nel mondo contemporaneo. Si apre il 27 gennaio con Lucio Caracciolo, a partire dall’ultimo numero di Limes, per interrogarsi sul ruolo dell’Urbe nella rivoluzione geopolitica in corso. Il programma prosegue il 12 febbraio con una conversazione tra Ricky Burdett e Francesco Rutelli moderata dalla Presidente del MAXXI Maria Emanuela Bruni sulle sfide e le opportunità delle città nel XXI secolo. Il 20 febbraio spazio alla fotografia e alla rappresentazione urbana con Francesco Jodice, Giovanna Silva e Olivo Barbieri. Completano il ciclo una lezione di Andrea Giardina sul mito e l’antimito di Roma e un incontro con Paolo Conti a partire dal suo ultimo libro Il caso Roma. Una rinascita possibile?



