Roma a Teatro: guida agli spettacoli dal 6 all’11 gennaio
Anno nuovo e una nuova, appassionante serie di appuntamenti per gli appassionati della ribalta che gravitano su Roma! Pronti ad accompagnarvi anche in questo 2026 con i nostri soliti consigli del martedì. Allacciate le cinture! Meno tre, meno due, meno uno…
Dal 7 al 18 gennaio, all’Argentina, è in cartellone “Il gabbiano” di Anton Čechov nella versione diretta da Filippo Dini, anche in scena insieme a Giuliana De Sio e Giovanni Drago. Un imperdibile affresco decadente di un’umanità sull’orlo del baratro, dove l’amore si trasforma in illusione e i sogni evaporano.
Dal 7 all’11 gennaio torna all’Ambra Jovinelli la bella coppia composta da Elio Germano e Teho Teardo con “La guerra com’è”, tratto dal libro di Gino Strada “Una persona alla volta” nel quale viene raccontato l’impegno contro la guerra e le esperienze del fondatore di Emergency.
Due spettacoli al Tor Bella Monaca. Il 7 e l’8 due repliche (già sold out) per il già molto apprezzato “Tutto quello che le donne non dicono”, il nuovo, vivace show di Francesca Reggiani che si snoda attraverso folgoranti monologhi, stand up e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell’informazioni. Dal 9 all’11, invece, largo all’ultima creatura di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, “Circo Paradiso”, in cui l’affiatata coppia di attori romani affronta in chiave ironica e poetica il tema della vecchiaia e della “finitudine” dell’artista (in questo caso quello circense), per il quale la manifestazione della propria arte non può prescindere dal proprio corpo che è strumento vivo fatto di carne, ossa e anima.
Dall’8 all’11 gennaio, il 2026 del Torlonia si apre con “In nome della madre” di Erri De Luca, una toccante pièce che racconta in prima persona le vicende di Miriam, una ragazza della Galilea che ha una strana visione nella quale un angelo le annuncia che avrà un figlio, profetizzando per lui un destino di grandezza. Protagonista di eccezione, la brava Galatea Ranzi, diretta da Gianluca Barbadori.
Dal 9 al 18 gennaio, all’Arcobaleno, c’è un classico di Goldoni “L’impresario di Smirne” nella versione diretta da Carlo Emilio Lerici e interpretata da Gigi Savoia e Francesca Bianco. Divertimento assicurato.
Solito doppio appuntamento a Spazio Diamante dall’8 all’11 gennaio. In Sala Black va in scena “Immacolata concezione”, la storia, scritta e diretta da Joele Anastasi, di una ragazza siciliana ingenua e silenziosa che alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale viene avviata alla prostituzione; in Sala White, invece, arriva “Soft White Underbelly”, un progetto documentaristico che racconta i disagi dei senzatetto di Skid Row a Los Angeles. Drammaturgia e regia di Massimiliano Vado.
Dall’8 al 18 gennaio, al Golden, “Follie d’amore” con Danilo De Santis, Roberta Mastomichele, Piero Scornavacchi e Roberto Belli impegnati in una commedia che tra risate e fraintendimenti, mette in risalto le debolezze umane.
Da stasera all’8 gennaio, all’OFF-OFF, “Tutto è bene quel che finisce”, una commedia surreale che, con comicità, trasforma l’angoscia di vivere in un circo delirante e un tutorial esistenziale: una seduta di gruppo per ognuno di noi.
Debutto all’Hamlet, dove dal 9 all’11 c’è “Il mistero del papavero blu”, tratto dall’omonimo romanzo di Rita D’Andrea, una commedia divertente e romantica in cui un uomo e una donna s’incontrano e si piacciono in età matura.
Ultima segnalazione per il debutto assoluto di “Nera a metà” l’11 gennaio all’Altrove, un affascinante ricordo/omaggio del grande Pino Daniele di e con Ottavia Bianchi, che canterà anche molti celebri brani del musicista napoletano, accompagnata dalla chitarra di Giacomo Ronconi e dalle percussioni di Gino Bianchi.



