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“Regine”: in mostra alla Reggia di Caserta le donne che costruirono l’Europa

Francesca Massaro Posted On 18 Dicembre 2025
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Ilario Spolverini, La partenza di Elisabetta Farnese da Parma dopo le nozze (dettaglio), prima metà sec. XVIII. Crediti: Reggia di Caserta.

Un’imponente esposizione a Caserta svela il ruolo centrale delle regine consorti, donne che dal Settecento al Novecento hanno tessuto una tenace rete di diplomazia culturale, modellando la storia dei rispettivi regni e l’identità europea condivisa.

Regine che influenzarono la Storia

Dietro ogni grande sovrano che ha plasmato i destini dei regni europei, è sempre possibile rintracciare la presenza di donne tenaci, capaci di agire con discrezione per il bene della dinastia e della nazione. Questa influenza, esercitata spesso in modo silenzioso e parallelo al potere maschile, è la chiave di lettura dell’esposizione Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa, che troverà spazio nella maestosa Gran Galleria della Reggia di Caserta dal 20 dicembre fino al 20 aprile 2026.

Nonostante le norme istituzionali limitassero drasticamente l’autorità delle regine consorti, la loro impronta è risultata indelebile nel corso della storia. La rassegna, che omaggia le figure femminili di quattro importanti casate – i Farnese, i Borbone, i Murat e i Savoia – ripercorre un arco temporale di ben tre secoli, dal Settecento alla prima metà del Novecento.

L’obiettivo è analizzare come queste regnanti abbiano saputo condizionare la vita di corte e contribuire in modo significativo alla diffusione di una comune identità culturale in Europa.

Elisabeth Vigée-Le Brun, Maria Carolina d’Asburgo Lorena, regina di Napoli (1752-1814), Museo Condé, Chantilly, pubblico dominio, via Wikipedia Commons.

Leggi anche: La scultura sacra fra mistero e infinito: da “Lo spirituale nell’arte” di Kandinskij alla Transrealtà visionaria di Guadagnuolo

La diplomazia delle regine in 200 opere

A illustrare questo complesso racconto saranno oltre duecento opere, concesse da prestigiosi musei e istituzioni sia italiani sia internazionali, componendo un affresco storico di rara completezza.

Tra i prestiti risultano dipinti di eccezionali artisti dell’epoca, come quelli di Jean-Auguste-Dominique Ingres, Angelika Kauffmann, Elisabeth Vigée-Le Brun, Anton Rafael Mengs e Jacques-Louis David, affiancati da sculture, incisioni e una ricca selezione di oggetti personali.

Il percorso espositivo include inoltre spartiti musicali, lettere private, arredi, monili e arazzi pregiati, attraverso i quali i visitatori possono distinguere la personalità di ogni singola regina in mostra. Protagoniste dell’allestimento sono donne come Elisabetta Farnese (1692-1766), ultima erede dei Farnese e dei Medici, inizialmente sottovalutata ma capace di rivelarsi un’astuta stratega politica, assicurando ai propri figli, tra cui Carlo III (re di Napoli e di Spagna), posizioni apicali nel panorama europeo; regnanti carismatiche quali ad esempio Maria Amalia di Sassonia, che ha impresso la sua volontà su progetti monumentali come la Reggia stessa, Maria Isabella di Spagna e Maria Teresa d’Asburgo-Teschen.

Anton Rafael Mengs, Ritratto di Maria Amalia di Sassonia (1724-1760), Museo del Prado, Madrid, pubblico dominio via Wikimedia Commons.

Leggi anche: Dopo 50 anni il Cavallo Colossale di Antonio Canova ritrova il suo antico splendore

Dalle riforme alle visioni rivoluzionarie

L’itinerario presenta molte curiosità con focus su personalità specifiche. Un esempio particolare è la figura di Maria Carolina d’Asburgo Lorena (1752-1814), terzogenita dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria e discussa consorte di Ferdinando IV di Borbone. Dotata di un’intelligenza vivace, elegante e ambiziosa, Carolina assunse un peso politico superiore a quello del marito.

Nonostante inizialmente non desiderasse sposare Ferdinando, una volta giunta sul trono si prodigò con attenzione e lungimiranza alla gestione del regno. Oltre a richiamare i più eminenti intellettuali del suo tempo a corte, l’arciduchessa operò strenuamente per emancipare il Regno di Napoli dall’influenza della Spagna, intensificando i legami con l’Austria e, in particolare, con la Gran Bretagna. A lei si deve anche l’innovativo Statuto di San Leucio (1789), che prevedeva principi rivoluzionari quali il diritto all’istruzione per entrambi i generi e la parità ereditaria. La Reggia di Caserta le deve la creazione dello splendido Giardino all’Inglese, concepito come un percorso iniziatico punteggiato di allegorie e simboli.

L’allestimento prosegue poi indagando l’età napoleonica, attraverso le personalità di Giulia Clary e Carolina Murat, e la Restaurazione con l’ultima regina di Napoli, Maria Sofia di Baviera, per approdare infine all’Italia unita con le regine di Casa Savoia, ad esempio Margherita ed Elena di Montenegro, sino a Maria José del Belgio.

Giuseppe Reale, Ritratto della Regina Margherita di Savoia (1851–1926), Collezione Reale, pubblico dominio via Wikimedia Commons.

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Organizzazione e obiettivo della mostra

La prestigiosa esposizione del Museo Reggia di Caserta si avvale della collaborazione con Opera Laboratori e del patrocinio del Network of European Royal Residences. Numerosi sono i prestiti provenienti da preziose collezioni internazionali, tra cui quelle del Castello di Versailles, del Palacio Real di Madrid, dello Schloss Schönbrunn e dalla Staatliche Kunstsammlungen Dresden, unitamente a importanti musei e archivi italiani.

Le curatrici della mostra sono Tiziana Maffei e Valeria Di Fratta. A tal proposito Tiziana Maffei, che è anche direttrice della Reggia di Caserta, ha dichiarato: «Le regine di cui raccontiamo le storie furono spesso considerate soltanto strumenti di alleanze politiche, pedine di un gioco dinastico che sembrava negare loro la possibilità di scegliere il proprio destino. Eppure, entro quei margini imposti dal potere, molte seppero costruire percorsi di influenza e creare spazi di cultura. La mostra invita a rileggere queste figure non solo come protagoniste, ma come artefici – talvolta consapevoli, talvolta silenziose – di una rete di scambi e di dialoghi che hanno contribuito a dare forma a una comune identità europea […] . In un tempo in cui l’Europa è chiamata a ritrovare il senso delle proprie radici comuni, le regine tornano a parlarci di visione, di intelligenza e di cultura come strumenti di relazioni».

Per informazioni su orari e biglietti è possibile consultare il sito web www.reggiadicaserta.cultura.gov.it .

François Gérard, Ritratto di Carolina Bonaparte Murat (1782–1839), Reggia di Caserta, pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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Fonte immagini: Wikipedia

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