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Recensione. “The Abandons”: il western che promette fuoco e fiamme ma si perde prima dello sparo finale

Federico Bianchini Posted On 7 Dicembre 2025
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Kurt Sutter torna in sella con “The Abandons“, una serie western che mette al centro due matriarche pronte a sbranarsi per un pugno di terra e parecchio argento. Un concept potentissimo, soprattutto con due giganti come Gillian Anderson e Lena Headey a duellare in prima linea. E infatti, se c’è una cosa che funziona davvero, sono proprio loro: fredde, feroci, magnetiche.

La storia ci catapulta nell’immaginaria Angel’s Ridge del 1854, dove la miniera di Constance Van Ness (Anderson), imprenditrice glaciale dalla moralità elastica, si scontra con la famiglia allargata di Fiona Nolan (Headey), vedova irlandese che protegge orfani ed emarginati con la stessa determinazione con cui maneggia un fucile. La miccia esplode subito: aggressioni, vendette, amori proibiti e un groviglio di colpe che lega le due casate come un laccio scorsoio.

Il problema? Nonostante la premessa da urlo, “The Abandons” sembra sempre sul punto di diventare grandiosa… senza mai riuscirci davvero. L’ombra dei problemi produttivi si sente, e parecchio. Le sottotrame sono talmente tante da sembrare una mandria impazzita, e il ritmo tende a incepparsi, soprattutto verso il finale, che lascia più domande che soddisfazioni. Visivamente però, la serie affascina: paesaggi canadesi da cartolina, polvere, pistole e una fotografia che vira su toni bruciati da vero western sporco e teso. Il cast è pieno di volti perfetti per il genere, dai fuorilegge ai predicatori tormentati, e quando la serie si concentra sui personaggi, finalmente brilla.

Sutter ripropone i temi a lui cari, cioè potere, famiglia, lealtà tagliente come una lama, ma qui manca quel senso di direzione che aveva reso Sons of Anarchy un cult. Il risultato è un mix ambizioso che funziona a tratti, soprattutto grazie alle sue due regine del caos. “The Abandons” è un western cupo e femminile, affascinante nel suo immaginario, meno nella sua struttura. Da vedere? Sì, se amate i drammi ad alta tensione, le rivalità sanguinose e due attrici in stato di grazia. Ma non aspettatevi un nuovo capolavoro del genere, qui il duello è potente ma il colpo finale non arriva mai davvero.

Leggi anche: Netflix piglia tutto: comprerà Warner Bros. Discovery per 82,7 miliardi di dollari

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