• Musica
  • Cinema
  • Entertainment
  • Teatro
  • Speciali
  • Interviste
  • Libri
  • Attualità
  • News
  • A spasso nel tempo
  • Musica
  • Cinema
  • Entertainment
  • Teatro
  • Speciali
  • Interviste
  • Libri
  • Attualità
  • News
  • A spasso nel tempo
Home » Featured Teatro

[Recensione] “I Promessi Sposi – Amore, Giustizia e Provvidenza”: applausi, emozioni e magia

Sara Paneccasio Posted On 5 Gennaio 2026
0


0
Shares
  • Share On Facebook
  • Tweet It

Il Teatro dei Marsi di Avezzano ha ospitato “I Promessi Sposi – Amore, Giustizia e Provvidenza“, il musical di Seven Arts Theatre Studio diretto da Marco Verna, che ha conquistato il pubblico con uno spettacolo intenso, curato e capace di parlare al presente attraverso uno dei capisaldi della letteratura italiana.

Il celebre romanzo di Alessandro Manzoni viene trasformato in un musical che mantiene una certa fedeltà all’opera originale, senza rinunciare alla forza comunicativa dello spettacolo contemporaneo. La storia degli sfortunati amanti Renzo e Lucia si intreccia con le vicende di personaggi memorabili, attraverso una drammaturgia fedele ma dinamica, sostenuta da grandi momenti musicali.

Nasce così uno spettacolo dal forte impatto visivo, capace di restituire il complesso universo manzoniano: oppressi e oppressori, vinti e vincitori, amori ostacolati, provvidenza e un costante bisogno di speranza che attraversa l’intera narrazione.

Scenotecnica: una macchina teatrale in movimento

La scenografia riveste un ruolo centrale nello spettacolo. Più scale favoriscono lo sviluppo dell’azione su due livelli, mentre elementi d’arredo entrano in scena su rotelle, che permettono di muoverli vorticosamente insieme ai personaggi durante le coreografie. La scenotecnica di Simone Minighini sorprende con l’uso di un telo non opaco sul quale vengono proiettati disegni stilizzati di alto livello: così flashback, scenografie e lettere in sovrimpressione appaiono sulla scena.

La scelta della non-opacità si rivela fondamentale, poiché consente agli attori di interagire con il telo posizionandosi sia davanti che dietro di esso, creando effetti visivi di notevole impatto. Emblematica, in questo senso, la resa de L’addio ai monti realizzata magistralmente grazie a questa tecnica.

Determinante per il colpo d’occhio è anche il disegno luci di Dino Paoloni, capace di valorizzare ogni quadro scenico con precisione e sensibilità.

La drammaturgia e la forza della musica

Il musical di Marco Verna vanta un grande rispetto per il testo originale e per le citazioni entrate nell’immaginario collettivo italiano, restituite con attenzione e misura. A sostenere e amplificare la drammaturgia è la musica, vera e propria colonna portante della messa in scena.

Il lavoro di Pippo Fiora (musiche e liriche), affiancato da quello della vocal coach Michela Olivieri, trova piena espressione grazie anche alla presenza del coro giovanile Musicomania: diciotto voci collocate nella buca dell’orchestra e dirette da Tiziana Buttari, che contribuiscono in modo decisivo alla potenza emotiva dello spettacolo.

Leggi anche: I Promessi Sposi diventano uno spettacolo musicale firmato da Seven Arts Theatre

Magia e atmosfera

“I Promessi Sposi – Amore, Giustizia e Provvidenza” è un musical che riesce a creare una vera e propria sospensione della realtà: la scena si trasforma in uno spazio magico in cui musica, luci, movimenti e interpretazioni concorrono a costruire un’atmosfera da sogno, capace di avvolgere lo spettatore fin dalle prime battute.

Ogni scena sembra una fiaba senza tempo in cui il pathos della storia manzoniana si intreccia con immagini suggestive e melodie memorabili. Guardando lo spettacolo, viene spontaneo ricordare l’immaginario dei grandi film del Rinascimento Disney – si pensi a La bella e la bestia, La sirenetta oppure Aladdin, Il re leone o ancora Il gobbo di Notre Dame .

Lo spettacolo si inserisce così nel solco dei grandi musical a cui Marco Verna ha abituato il suo pubblico, creando un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, capace di coinvolgere emotivamente gli spettatori, che si ritrovano a sorridere spontaneamente con gli occhi lucidi.

Un cast eccezionalmente convincente

La grazia e la luminosità di Valentina Paoloni la trasformano in una dolce Lucia dalla voce celestiale, mentre Guido Tomassetti debutta con il Seven Arts Theatre Studio portando in scena un Renzo energico, innamorato e appassionato, confermando un percorso artistico già solido.

Alessandro Martorelli impersona un Don Rodrigo credibile e incisivo nella sua arroganza, un villain ben tratteggiato che mantiene alta la tensione della scena – ugualmente centrata è la resa della codardia e della povertà di spirito di Don Abbondio nell’interpretazione di Alberto Santucci. Straordinariamente convincenti anche la pragmatica e materna Agnese di Natascia Pietrangeli, il toccante e profondo Fra’ Cristoforo di Giampiero Lolli, l’Innominato “dall’animo buono e crudele” di Mauro Ranalletta e la Perpetua di Katia Baliva, comica e sorprendentemente attuale.

Particolarmente apprezzata la performance di Ilaria Ciciotti nei panni di una Monaca di Monza seducente e autentica, sostenuta da un costume che ne amplifica la particolarità e il movimento scenico. Emozionante è il brano in cui la Monaca racconta di quando, da bambina, fu costretta a entrare in convento. A dare vita a questo ricordo con sorprendente intensità è la piccola Lorella Ciccarelli, che interpreta quella “bimba mai stata bambina“.

Pur senza pronunciare parole, la seconda performance della giovanissima Lorella colpisce ancor di più in una delle scene più toccanti: la morte della piccola Cecilia a causa della peste, dal cui corpo la madre non riesce a separarsi. Il canto disperato di Natascia Pietrangeli attraversa la platea e tocca le corde del cuore – ricordando quanto l’opera di Manzoni sappia parlare al pubblico di ogni epoca con temi di straordinaria umanità.

Fondamentale è anche il lavoro degli ensemble Federica Bellini, Maria Beatrice Lo Re, Gianluca Rossetti e Gabriele Giusti che, dando corpo e voce ad una moltitudine di personaggi tra cui popolani, Bravi e suore, sostengono la narrazione con continui cambi di ruolo. La velocità dei cambi d’abito è resa encomiabile dalla complessità dei costumi del Seven Arts, che risultano accuratamente elaborati, affascinanti e parte integrante delle scenografie e delle coreografie.

L’amore al centro

In molte trasposizioni audiovisive de I Promessi Sposi, le vicende degli altri personaggi spesso mettono in secondo piano la storia d’amore tra Renzo e Lucia. Nel musical di Marco Verna, invece, l’amore resta sempre al centro, pulsante e vivo, motore di ogni scena. Sguardi che si cercano, mani che si tendono, abbracci sentiti e baci autentici – a volte inaspettati – raccontano un amore intenso che si intreccia con temi universali: perdono, senso di colpa, morte e fede.

Ogni gesto, ogni nota e ogni movimento scenico contribuiscono a rendere tangibile un amore ostacolato ma indomabile, motore della narrazione e filo conduttore che unisce tutte le storie dei personaggi. Qui l’amore non è mai secondario: è il cuore dello spettacolo, capace di coinvolgere lo spettatore con intensità e meraviglia.

I numeri del successo

Può sembrare insolito contare gli applausi durante uno spettacolo, eppure il coinvolgimento del pubblico del Teatro dei Marsi è stato particolarmente evidente: ben 22 applausi in circa due ore, con una media di uno ogni cinque minuti, accompagnati più volte da complimenti che si levavano incontenibili dalla platea.

Nel finale, “I Promessi Sposi – Amore, Giustizia e Provvidenza” ha ricevuto una standing ovation ed ha raccolto ben nove minuti di applausi. La commozione ha così sopraffatto il regista durante i ringraziamenti, accompagnato e sostenuto dal direttore artistico Patrizio Maria D’Artista.

“I Promessi Sposi – Amore, Giustizia e Provvidenza” è un vero e proprio viaggio travolgente, capace di far vibrare le corde dell’anima e far sobbalzare il cuore. Non ci resta che augurare al Seven Arts Theatre Studio che questo sia solo l’inizio di un lungo viaggio su numerosi palchi d’Italia, perché storie come queste meritano di essere vissute e condivise ancora e ancora.

(Fonte foto: Seven Arts Theatre Studio)

Correlati

0
Shares
  • Share On Facebook
  • Tweet It




You may also like
Al Teatro dei Marsi arriva il musical “I Promessi Sposi – amore, giustizia e provvidenza”
27 Dicembre 2025
I Promessi Sposi diventano uno spettacolo musicale firmato da Seven Arts Theatre
13 Dicembre 2025
Melania Giglio sul palco del Teatro dei Marsi con “Sogno di una notte di mezza estate”
17 Novembre 2025
Recensione. "Pagine Bianca", il viaggio di Lilla contro l’anoressia
Read Next

Recensione. "Pagine Bianca", il viaggio di Lilla contro l’anoressia

  • Popular Posts

    • 1
      Dalla scienza alla cittadinanza: il genio di Franklin e l’Illuminismo americano
    • 2
      Radio2, stop improvviso a “Rock and Roll Circus”: il programma cancellato per ragioni di budget
    • 3
      Jordan Williams e quel viaggio tra radici e futuro nel nuovo disco "Playing by ear"

  • Seguici sui Social


  • Home
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • La redazione
  • Privacy Policy
© Copyright 2024 - Associazione Culturale EREBOR - Tutti i diritti riservati
Press enter/return to begin your search