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Musica

“Pura come una bestemmia”, anzi, come l’universalità di Rossella Seno

Il nuovo lavoro della cantattrice veneziana arriva all’indomani della lezione globale che la Natura sembra aver inflitto all’uomo. Nella copertina, il cui significato viene svelato brano dopo brano, l’artista si fa simbolo non soltanto della donna maltrattata, ma della Natura stessa che sprofonda nella discarica di immondizia del mondo

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Un pugno allo stomaco, anzi, alla coscienza. Per chi ce l’ha. Parola dopo parola, nota dopo nota, ballata dopo ballata. Ma ciò che più colpisce e prende a schiaffi l’anima è quella dissonante eppure straordinariamente armonica fusione tra il canto dell’artista e  la profonda sofferenza raccontata in ogni brano, il dolore in ogni parola, e la denuncia.

Un urlo in punta di piedi ma perfettamente in equilibrio sulla lama di un coltello e che, sanguinante, si fa voce dell’universalità del pianeta. Non l’uomo, non la donna, non il bambino e neppure il vecchio, ma l’essere vivente nel travaglio della sua esistenza terrena, condannato in una società, come quella attuale, che lascia indietro i più fragili, i più inermi.  Da sempre.

E lei, Rossella Seno, attrice, cantante ma soprattutto donna, in prima linea contro le ingiustizie del mondo, che si fa voce delle vittime del femminicidio, dei diversi, degli animali, della Natura mortificata ed afflitta dalla crudeltà dell’uomo, degli ultimi e di coloro che la società capitalista classifica come perdenti. “Stefano che ha gli occhi come fiori pestati”, ma Stefano pestato a morte, come gli stessi fiori pestati dall’ignoranza globale.

Ogni canzone è un viaggio, e l’artista sembra tendere la mano all’ascoltatore per accompagnarlo con delicatezza in ciascuno di essi, travolgendolo, emozionandolo, informandolo. Perché “Pura come una bestemmia” non è solo un canto, è soprattutto una denuncia. Un capolavoro attraverso cui l’artista promuove tematiche di estrema attualità: l’odio che genera guerre, l’emarginazione dei diversi, la solitudine, l’abbandono, il maschilismo come già imputato nello spettacolo teatrale “Cara Milly”, andato in scena per  quattro anni di seguito; sensibilizza l’opinione pubblica sulla violenza e sulle torture inflitte agli animali per i quali scende spesso in campo.

Infatti, parte dei proventi del brano “Luna su di me, pubblicata nel 2014 e presente nell’album in una versione nuova, furono allora destinati ad Animals Asia, l’organizzazione che si occupa della protezione e del salvataggio degli orsi tibetani (gli ‘orsi della luna’ condannati atrocemente alla produzione della bile usata nella medicina asiatica) e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro terribile sorte. E ancora, torna sul tema attuale più cocente, quello che colpisce l’universo femminile, la donna maltrattata,  offesa, violentata. Si parla di femminicidio anche nello spettacolo “L’Amore Nero”, con Lino Rufo.

Un’immagine apparentemente irriverente, forte, brutale quella della copertina, e il cui significato più vero viene rivelato via via durante l’ascolto delle canzoni che compongono l’album. Un’irriverenza che sopravvive a se stessa e che tace solo attraverso i canti che si trasformano in preghiera.

L’album inizia con Mare Nostro”, il biglietto da visita di un lavoro eccezionale e che introduce “Ascoltami o signore”,  un’invocazione che arriva netta al cuore, come un pugnale che trafigge la carne. Ogni brano è una supplica all’interno di una nuova storia: sferzante, amara, pungente, sofferta, addolorata, ma sempre raccontata con gradevolezza. E speranza. Forse non tutto è perduto.

C’è un evidente richiamo ai lavori dei grandi cantautori italiani, alle ballate dal sapore celtico. I brani sono firmati da nomi importanti come Massimo Germini (storico chitarrista di Roberto Vecchioni), Pino Pavone (che firmò gran parte della discografia di Piero Ciampi), Piero Pintucci (firma delle più toccanti canzoni di Renato Zero), Michele Caccamo (poeta tradotto in cinque lingue e considerato nei Paesi Arabi il “Poeta della fratellanza”),  Lino Rufo che ha musicato un testo di Sanguineti, Matteo Passante autore del suo “Dio Cane” per ricordare il povero cane “Angelo”, emblema di questo mondo malato e degradato, e ancora Federico Sirianni, il cui brano è preceduto da una poesia di Erri De Luca.

Rossella Seno non è soltanto la protagonista dell’album. Ne è la forza trainante, l’energia infuocata come la cascata dei suoi lunghi capelli rossi. Cantattrice  veneziana con una lunga ed interessante esperienza professionale alle spalle: dal debutto al Piccolo Ambra Jovinelli con La rossa di Venezia” con la regia di Claudio Insegno, a  Guest nell’album di Mario Castelnuovo “Com’erano venute buone le ciliegie nella primavera del ’42” insieme ad  Athina Cenci e Lina Wertmuller, alla produzione di “A tutti buonasera”, progetto in difesa della Costituzione e pubblicato in anteprima da “Il Fatto Quotidiano”.

E anche la vincitrice del Premio Speciale Ciampi nel 2008 (assieme a Nada e Vinicio Capossela) con l’inedito “E il tempo se ne va” di Ciampi-Marchetti. 

Un album che arriva in un momento difficile della nostra storia, all’indomani di una lezione globale che la Natura sembra aver dato all’uomo che, finalmente impotente, è costretto ad abbassare il capo dinnanzi alla sua più terribile devastazione. E in quella copertina, l’artista si fa simbolo non soltanto della donna umiliata e maltrattata e dell’essere umano vulnerabile e indifeso, crocifisso ancora e ancora, ma della Natura stessa che sprofonda nella discarica di immondizia di questo mondo.

Un ascolto che va rigorosamente fatto in una prospettiva nuova, scevro da ogni pregiudizio, lontano dai vecchi cliché e con lo sguardo rivolto al domani, quel domani che oggi è la nostra più grande incognita, puntando i piedi –  ma anche le mani –  contro tutte le brutture di questa epoca e, allo stesso tempo, riappropriandosi dei sentimenti più veri, dell’amore puro e universale, del rispetto nei confronti di noi stessi e dell’altro, del giorno e della notte di ogni essere vivente sulla terra, delle sue albe  e dei suoi tramonti in libertà, nel diritto di ogni uomo, di ogni animale, di ogni pianta, di ogni forma di vita di passaggio in questo nostro effimero momento. Grazie a Rossella Seno per avercelo ricordato con la sua straordinaria Arte.

“Pura come una bestemmia”  è stato patrocinato dalla FIDU (Federazione Italiana Diritti Umani) ed è disponibile nei negozi e su tutti i digital store già dal 3 aprile.

La tracklist dell’album e i relativi autori: “Mare nostro” (Erri De Luca), “Ascoltami o Signore” (Federico Sirianni), “Principessa” (P.Pavone-M.Germini), “La ballata delle donne” (E.Sanguineti- L.Rufo), “Gli occhi di Stefano” (M.Caccamo-P.Pintucci), “La città è caduta” (P.Pavone-M.Germini), “Luna su di me” (P.Fiorucci-M.Germini), “La chiamano strega” (M.Caccamo-M.Germini), “Io che quando posso” (M.Passante-M.Germini), “Remi e ali” (M.Passante-M.Germini), “Lasciatemi stare” (M.Caccamo-M.Germini), “Sei l’ultimo” (M.Passantte-M.Germini) e “Pura come una bestemmia” (F. Sirianni).

Ascolta l’estratto dell’album“La chiamano strega” (Azzurra Music):

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Gli Ac/Dc non deludono mai: guarda il video di Shot in the dark

redazione

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E’ online il video di “Shot in the dark“, il primo singolo degli AC/DC che anticipa “Power Up”, il nuovo atteso album in uscita il 13 novembre!

Shot In The Dark” vede di nuovo insieme Angus Young (chitarra solista), Brian Johnson (voce), Cliff Williams (basso), Phil Rudd (batteria) e Stevie Young (chitarra ritmica) nella loro forma migliore, come dimostra anche il nuovo video, diretto dal loro storico regista David Mallet, carico di energia rock!

“Power Up” è il diciassettesimo disco della loro leggendaria carriera, a sei anni dall’uscita di “Rock Or Bust” (2014). Per “Power Up”, la band ha richiamato il celebre produttore Brendan O’Brien che aveva già lavorato in “Black Ice” (2008) e “Rock Or Bust” (2014). Gli AC/DC hanno realizzato 12 tracce che mantengono intatto il loro storico e inconfondibile sound e la potenza degli elementi che più li caratterizzano! 

La deluxe – limited edition, unica nel suo genere, è imperdibile per i collezionisti e i fan del gruppo. Premendo un bottone a lato della special box, si illuminerà il logo AC/DC mentre gli altoparlanti integrati faranno partire “Shot In The Dark”. Il cofanetto include il CD con booklet di 20 pagine, che contiene foto esclusive, e un cavo di alimentazione USB che permette di ricaricare la scatola.

TRACKLIST:

1.        Realize
2.        Rejection
3.        Shot In The Dark
4.        Through The Mists Of Time
5.        Kick You When You’re Down
6.        Witch’s Spell
7.        Demon Fire
8.        Wild Reputation
9.        No Man’s Land
10.     Systems Down
11.     Money Shot
12.     Code Red

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Patti Smith intona People have the power tra le strade di New York

Antonella Valente

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Il video è di qualche giorno fa, esattamente la sua esibizione. Patti Smith, la “sacerdotessa del rock”, ha intrattenuto una piccola folla di presenti tra le strade di New York con un’esecuzione di “People have the power”, tra le sue hit più conosciute e amate di sempre. Inutile dire che i passanti, stupiti e incuriosi dall’insolita scena, hanno filmato tutto e messo online sui principali social network.

L’esibizione della 73enne non è stata casuale, ma ha avuto uno scopo preciso: invitare gli americani ad andare a votare per le prossime presidenziali.

I was dreaming in my dreaming
Of an aspect bright and fair
And my sleeping it was broken
But my dream it lingered near

Il video di cui sotto è stato postato da un fan

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MustRow lancia “Un volontario dal pubblico”, primo album in studio in italiano

Fabio Iuliano

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È uscito oggi negli store digitali “Un volontario dal pubblico”, il primo album in italiano scritto, arrangiato e prodotto da Fabio Garzia, in arte MustRow. Dopo una lunga carriera, come collaboratore per artisti come Noemi, Elisa, Rkomi, Dj Shablo, Marracash, Carl Brave, Wrongonyou, MustRow decide di pubblicare un disco rock, puro e coraggioso: l’album è tutto ciò che non ti aspetti, è la porta in faccia ma anche la verità non detta, il vivere finalmente senza preoccuparsi di come si appare, è essere se stessi.

Il risultato è un sound internazionale ma assolutamente made in Italy, che dimostra come ancora oggi, anche in Italia, si possa fare un album rock moderno e credibile.

Voce graffiante e neanche troppo “educata”, MustRow, dopo l’album d’esordio in inglese “Sugar Baby”, autoprodotto e realizzato interamente da lui come musicista, compositore e arrangiatore, nel settembre 2019 pubblica il singolo “MALE(DIRE)”, prima canzone in italiano che segna l’inizio di un nuovo percorso musicale, nel quale il sound rock alternative d’oltreoceano rimane protagonista, ma questa volta incontrando il cantautorato italiano, senza nascondere le chitarre distorte che sostengono una vocalità particolare e dei testi che non vogliono essere leggeri.

L’utilizzo di strumenti fisici da una parte, e di campionamenti elettronici e synth dall’altra, danno alle sue produzioni un impatto potente che strizza l’occhio ad un sound internazionale. Caratteristiche che vengono riprese dal terzo singolo “Oggi sto bene”.

Qualche settimana fa era uscito anche “Non è musica”, un grido a qualcosa che non funziona dentro di noi. Un brano potente ed energico che dimostra quanto le chitarre distorte, se usate in modo moderno e senza i classici clichè, possano ancora essere rilevanti al giorno d’oggi.

Un fuzz sporco e uno stile che ricorda quello di Matt Bellamy (Muse) e Jack White e che si amalgama alla perfezione con i synth, la batteria ed i cori (registrati con la partecipazione de L’Avvocato dei Santi). Ogni strumento è al servizio del pezzo, dove strofe blues e parti parlate introducono ad un ritornello potente e cantabile. Il brano, prodotto e mixato dallo stesso MustRow nel suo home studio, dimostra come una vocalità blues con venature soul si possa conciliare con un’intensità testuale dura ma coinvolgente.

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