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Per Time la persona dell’anno sono gli architetti dell’Intelligenza Artificiale

Redazione Posted On 12 Dicembre 2025
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Il Time ha scelto gli architetti dell’Intelligenza Artificiale come persona dell’anno 2025. L’annuale riconoscimento della rivista statunitense quest’anno dedica, infatti, la sua cover story a un gruppo di persone che hanno contribuito allo sviluppo e al dibattito sull’intelligenza artificiale.

C’è il capo di Nvidia Jensen Huang, ma anche il numero uno di Meta Mark Zuckerberg o il proprietario di X Elon Musk. E ancora la ‘madrina’ dell’intelligenza artigiciale Fei-Fei Li e il Ceo di Open AI Sam Altman. Solo per citarne alcuni. Sono i protagonisti di una delle due copertine di Time che ricrea la celebre foto del 1932 ‘Lunch atop a Skyscraper’, dove un gruppo di operai è appollaiato su una trave. L’altra cover, invece, vede le lettere AI coperte da un’impalcatura, a rendere il senso della costruzione in corso. Dell’evolversi sempre più celere dei meccanismi dietro l’intelligenza artificiale.

“Il 2025- scrive Time motivando la scelta – è stato l’anno in cui il pieno potenziale dell’intelligenza artificiale è emerso in tutta la sua portata e in cui è diventato chiaro che non si sarebbe più potuto tornare indietro. Per aver inaugurato l’era delle macchine pensanti, per aver stupito e preoccupato l’umanità, per aver trasformato il presente e trasceso il possibile, gli architetti dell’intelligenza artificiale sono la Persona dell’anno 2025 secondo Time”.

La rivista nota come “Quest’anno, il dibattito su come utilizzare l’intelligenza artificiale in modo responsabile ha lasciato il posto a una corsa per implementarla il più rapidamente possibile”. Come scrive Time, “le aziende di intelligenza artificiale hanno dato a questi modelli accesso a nuovi strumenti, come la possibilità di effettuare ricerche su Internet prima di rispondere a una domanda e poi di valutare i risultati. Hanno aggiunto memoria, consentendo ai modelli di richiamare i dettagli delle chat precedenti anziché dover ricominciare ogni scambio da capo. E hanno permesso agli utenti di collegare altre fonti di dati: caselle di posta elettronica, archiviazione cloud, browser web, calendari”. 

In generale, “che si tratti di una bolla speculativa o di un boom storico, l’intelligenza artificiale sta trasformando il nostro modo di muoverci nel mondo. Quest’anno, le persone hanno iniziato a rivolgersi sempre più spesso alla nuova ondata di chatbot sia per supporto emotivo che per assistenza pratica“.

Una nuova possibilità di confronto che ha portato anche a risvolti negativi, come nel caso del 16enne californiano, Adam, che a ChatGpt confidava i suoi pensieri suicidi. Il bot, secondo i genitori che hanno fatto causa a OpenAI, ha rafforzato queste idee, intensificando i sentimenti di Adam e assecondandolo nella scelta di porre fine alla sua vita. “Se non stai attento, l’intelligenza artificiale potrebbe imparare a convalidarti in modo malsano, e questa non è mai stata la nostra intenzione”, ha spiegato Nick Turley di OpenAI. La storia di Adam ha fatto il giro del mondo, aprendo gli occhi sulle responsabilità dell’AI. I genitori del ragazzo hanno incluso nella denuncia i registri della chat del figlio, tra le pagine di botta e risposta sembrava che ChatGPT lo avesse consigliato anche sui metodi di suicidio e su come nascondere le prove dei precedenti tentativi. 

Time spiega, inoltre, che “le cause legali hanno attirato l’attenzione su un fenomeno noto come ‘psicosi da chatbot’, in cui gli utenti sprofondano in deliri, paranoia o persino violenza dopo interazioni prolungate con i chatbot“.

“Siamo riusciti a ridurre in modo misurabile e sistematico la prevalenza di risposte negative con gli aggiornamenti del nostro modello”, spiega ancoraTurley. “Non direi che abbiamo finito. Questo sarà un flusso di lavoro continuo per noi e una parte importante dei nostri obiettivi fino al 2026, perché quando 800 milioni di persone si rivolgono a te ogni settimana, è semplicemente una questione di scala che la tua base di utenti rifletta l’intera popolazione, compresi gli utenti che si trovano in posizioni vulnerabili”, conclude.

Tra i timori per la salute mentale e quelli di un futuro distopico in cui saranno le macchine a controllare tutto, c’è anche chi accenna a dell’ottimismo. Per Jensen Huang “ciò che l’intelligenza artificiale farà è rendere più efficienti i compiti che svolgiamo nel nostro lavoro. Renderà il lavoro di tutti più produttivo. Faremo di più. Tuttavia, il nostro lavoro non è quello di gestire un foglio di calcolo. Il nostro lavoro non è quello di digitare su una tastiera. Il nostro lavoro è generalmente più significativo di questo”. Un’implementazione, più che una minaccia insomma.

Non è la primja volta che Time sceglie un personaggio non singolo (o umano) per il ruo riconoscimento. Nel 1982 scelse il personal computer, nel 1988 fu il momento della Terra e nel 2006 fu scelto “You”, indicando gli utenti del web che contribuivano attivamente allo sviluppo di internet.

Fonte: Agenzia Dire

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