“Nessun valore artistico”: il Codacons chiede il blocco del docufilm su Chiara Ferragni

Il Codacons non ci sta e con una diffida urgente inviata ai vertici Rai, all’Agcom e alla Commissione di Vigilanza, ha chiesto di bloccare la messa in onda su Rai2 del documentario “Chiara Ferragni – Unposted” in programma per questa sera.

In caso contrario il Codacons è pronto a promuovere azioni legali contro la Rete Nazionale.

Il documentario, come sottolineato dalla totalità dei critici, non è una opera cinematografica né artistica, ma solo un mega spot pubblicitario di carattere commerciale in favore di Chiara Ferragni e della sua attività imprenditoriale – spiega il Codacons – Una pubblicità continua della durata di 80 minuti che la Rai, essendo servizio pubblico, non può in alcun modo trasmettere, perché rischia di veicolare un messaggio di carattere commerciale a danno degli spettatori, peraltro diseducativo.

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Il docufilm su Chiara Ferragni è stato presentato lo scorso anno alla Mostra del Cinema di Venezia e in tre giorni, ha richiamato in sala 160mila spettatori per un incasso di 1,6 milioni di euro.

La messa in onda di questa sera, sponsorizzata sui social dalla stessa Ferragni, sarà accompagnata da un’intervista esclusiva realizzata da Simona Ventura.

Si tratterebbe inoltre di una forma di pubblicità occulta all’impresa commerciale della Ferragni e ad altre società se la Rai dovesse mostrare stasera in video i prodotti o i marchi che l’influencer notoriamente pubblicizza (a volte utilizzando anche l’immagine del proprio figlio). Ricordiamo che la Rai è finanziata dai cittadini attraverso il pagamento del canone – spiega il Codacons – e che il servizio pubblico deve sottostare a regole di correttezza in tema di informazione e di propaganda”

Trasmettere quello che i critici hanno definito “un film di propaganda nordcoreano” – si legge nel comunicato ufficiale – violerebbe le più basilari norme del servizio pubblico, e darebbe il via a inevitabili azioni legali contro la rete per i danni prodotti agli utenti finanziatori dell’azienda”.

ph. Elisa Amoruso

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