“Movie to Music”: i migliori film italiani di argomento musicale premiati al Teatro Palladium
Venerdì 12 dicembre il Teatro Palladium di Roma ha ospitato la cerimonia finale della quinta edizione del Premio Movie to Music, dedicato ai migliori film italiani di argomento musicale. Una serata che ha riunito registi, musicisti e interpreti per celebrare il legame indissolubile tra cinema e musica.
Ideato da Luca Aversano e Giandomenico Celata, Movie To Music si conferma un evento capace di restituire la complessità dell’orizzonte musicale contemporaneo attraverso il linguaggio cinematografico. Un ponte tra generazioni che attraversa stili e genealogie diverse: dalla trap alla musica melodica napoletana, dal cantautorato al jazz, dalle nuove tendenze alle radici più profonde per un mosaico di esperienze che dimostrano come la musica continui a trasformarsi e a generare nuove narrazioni, anche attraverso lo sguardo filmico.
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L’apertura affidata alla Roma Tre Jazz Band ha subito chiarito il filo conduttore della serata: il dialogo tra cinema e musica.. A seguire, il benvenuto di Luca Aversano che ha ricordato la storia del Teatro Palladium e il suo passaggio sotto l’egida dell’Università Roma Tre, sottolineandone il ruolo di presidio culturale e spazio vivo di contaminazione tra arti e linguaggi.
A condurre l’intera cerimonia è stata Paola Casella, giornalista e critica cinematografica, nonché direttrice artistica del premio, che ha accompagnato pubblico e ospiti in un percorso fluido e ben calibrato tra proiezioni, racconti, musica dal vivo e momenti di confronto.
Il primo riconoscimento della serata, consegnato da Monica Guerritore, è andato al Miglior film su un concerto musicale: “Un passo alla volta” di Francesco Cordio, dedicato al concerto “Come mi pare” dell’apprezzatissimo trio Fabi-Silvestri-Gazzè. Sul palco insieme al regista, anche Daniele Silvestri che ha sottolineato il talento di Francesco Cordio nell’andare oltre il semplice racconto documentaristico: attraverso interviste e materiali d’archivio, “Francesco è riuscito a creare una storia, molto meglio di come avremmo fatto noi se ci avessimo provato. Saperlo raccontare non è scontato, quindi questo premio è tutto suo”
Grande partecipazione emotiva sul palco del Movie to Music per il premio al Miglior film biografico su un musicista, “Nino. 18 giorni” di Toni D’Angelo, consegnato da un’emozionatissima Donatella Pascucci (Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MiC). Nel suo ringraziamento, Toni D’Angelo ha trasformato il palco in uno spazio intimo e personale:
“Questo film è iniziato come un gioco e si è trasformato in un film su mio padre. Poi è diventato un film su me che – parallelamente al suo successo, alle sue cadute e risalite – l’ho rifiutato completamente fino a nascondere di essere sul figlio, per poi rivalutarlo come fanno tanti critici. Questo film è per dirgli che gli voglio bene… e non avevo altri mezzi per dirglielo, se non con il cinema”
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Il premio per il Miglior documentario sulla creazione di un album, assegnato ex aequo, ha restituito due visioni molto diverse ma complementari del fare musica oggi.
Il primo riconoscimento è andato a “Brunori Sas – Il tempo delle noci” di Giacomo Triglia. Brunori, impegnato nel tour europeo, ha inviato un videomessaggio di congratulazioni, mentre a ritirare il premio sono stati il regista, l’“attore protagonista” Riccardo Sinigallia e la produttrice Désirée Manetti, regalando al pubblico un momento di forte ironia e complicità.
Il premio ex aequo è stato assegnato anche a “Matri pi sempri” di Andrea Walts, dedicato al riadattamento in siciliano de La Buona Novella di Fabrizio De André ad opera di Francesco Giunta. A salire sul palco il regista Walts e la cantante Giulia Mei, una delle cinque “madonne” protagoniste del film, che riceve anche il Premio speciale per la Miglior Interpretazione per “Il sogno di Maria“. Prima di regalare al pubblico un’intensa esecuzione in siciliano, accompagnandosi al pianoforte, Giulia Mei dichiara: “Sono veramente emozionata di essere qua e ringrazio Andrea, che ha dato una nuova vita a questo progetto. Io sono dentro ‘La Buona Novella’ in siciliano da quando è nata, moltissimi anni fa, e mi sono innamorata subito di questo progetto di Francesco Giunta.” E spiega:
“Io interpreto una delle madonne che ci sono in quest’opera, che ha tante Marie e tante Madonne. Ma la cosa che le accomuna tutte è che sono tutte Marie finalmente umane, finalmente donne e finalmente fimmine. Ne ‘Il sogno di Maria’, lei si rende conto del proprio corpo, scopre di essere femmina e soprattutto non accetta più il suo destino, facendosi delle domande. De André è riuscito a raccontare una nuova prospettiva dei Vangeli e di tutto quello che ci è stato raccontato su queste figure. Questo, per me, fa della Buona Novella una delle opere più incredibili e attuali che esistono. Ringrazio Francesco per averle dato vita, raccontandolo nella nostra lingua – che è una lingua carnale, che racconta molte verità“
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Il riconoscimento per il Miglior film su un luogo della musica è andato, invece, a “Tutta vita” di Valentina Cenni, film che segue Stefano Bollani nel riunire, in una casa-studio a Gorizia, alcuni tra i più grandi protagonisti del jazz italiano – Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi e Roberto Gatto – accanto a giovani talenti come Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni. Ritirando il premio, Valentina Cenni afferma: “Mi sono sentita parte di questo gruppo, formato da musicisti fantastici. Tutto nasce dal desiderio di raccontare il meraviglioso mondo del jazz. Penso che se tutti gli esseri umani vivessero la vita come un musicista jazz vive la musica, vivremmo in un mondo migliore”
Infine il premio per la Miglior canzone è stato assegnato a “Nato nel posto sbagliato” di Naska, dal film “Tutta colpa del rock” di Andrea Jublin. La consegna del premio è affidata ad Aurora Spada, direttrice dell’Off/Off Theatre e del Todi Festival. Per Naska, alla sua prima esperienza cinematografica, e per Jublin, il riconoscimento ha avuto un valore particolare. Il regista ha spiegato:
“È stato entusiasmante fare un film sulla musica, sulla scorta di un altro film che ho amato molto: School of Rock. Ho amato soprattutto ambientarlo in un carcere, dove rock diventa sinonimo di libertà, fantasia e tutto quello che si oppone ad un luogo carcerario. Per quanto sia una commedia, credo che questo film abbia una valenza ‘civile‘”
A scandire la serata, gli intermezzi musicali della Roma Tre Jazz Band, che ha eseguito Una musica può fare di Max Gazzè, Tea for Two di Count Basie ed Ella Fitzgerald e L’albero delle noci di Brunori Sas, creando un filo sonoro continuo tra palco e platea.
Il gran finale di Movie to Music è stato affidato ancora a Giulia Mei, con una versione acustica del suo inno “Bandiera“, suonata e cantata dal vivo tra l’emozione evidente del pubblico e degli ospiti. Un epilogo che ha sintetizzato perfettamente lo spirito di Movie to Music: non un semplice premio, ma uno spazio di incontro in cui il cinema ascolta la musica e la musica, a sua volta, trova nuove immagini per raccontarsi.
(Foto: Nina Cordio)



