Måneskin a Sanremo, “Zitti e Buoni” conquista il pubblico: volevamo un suono di forte impatto

«Il disco è perfetto per i live. Si tratta di un contrasto tra il sentimento di ira, apparentemente distruttivo, e il teatro, un luogo calmo. Vogliamo dare l’idea di una rabbia costruttiva e catartica». Con queste parole il gruppo rivelazione Måneskin ha presentato in conferenza stampa il nuovo album Teatro d’Ira – Vol. 1, in uscita al pubblico il 19 marzo. Per l’occasione la band ha anche pubblicato il videoclip del singolo estratto Zitti e Buoni con cui ha partecipato nella categoria CAMPIONI alla 71ma edizione del Festival di Sanremo.

Il brano è stato subito un successo con quasi 2 milioni di interazioni, tra views e riproduzioni in streaming. Frutto di un lungo percorso, tra cui un tour europeo con 70 date sold out ed una maturazione stilistica, il singolo fa parte di un contesto molto più ampio. Il nuovo album, infatti, ci presenta i Måneskin sotto un’altra luce:

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«A chi è rivolto il disco?! A nessuno in particolare. Semplicemente volevamo dichiarare determinati intenti, ossia dimostrare la nostra maturazione ed identità musicale. “Naturalezza” è la parola chiave. Abbiamo registrato l’album in una casa-studio, così da mettere nero su bianco noi stessi. Ecco perché la scelta di un approccio analogico, con l’uso di amplificatori a valvole e una registrazione in presa diretta, come fosse un live. Volevamo far emergere la nostra musica con un sound più crudo e d’impatto»

Ethan, batterista dei Måneskin, ha poi voluto fornire maggiori dettagli sul modus operandi adottato dai quattro nella realizzazione di Teatro d’Ira – Vol. 1:

«tutto il progetto è durato diverso tempo ed è frutto di un lungo percorso che ha sicuramente aumentato la nostra qualità, sia tecnica che espressiva. Le registrazioni sono avvenute in questo casale del XVII sec ristrutturato negli anni Ottanta. L’edificio è composto da due piani: quello inferiore con lo studio e il secondo con le camere da letto. Dormivamo letteralmente nello studio di registrazione. Anche di notte se qualcuno aveva un’idea poteva scendere e buttarla giù sul momento. Questo ha fatto la differenza»

Da semplici debuttanti di X-Factor a veri e propri professionisti del settore, i Måneskin hanno ora un approccio completamente diverso alla musica. Come anche ha puntualizzato il vocalist Damiano, il palco di Sanremo è sicuramente diverso da quello del talent. Tolta l’assenza del pubblico, è il mood di partenza a fare la differenza sostanziale, seppur il quartetto sia sempre legato alla figura del mentore Manuel Agnelli, con il quale hanno suonato Amandoti dei CCCP:

«Agnelli ci è subito venuto in mente per reinterpretare il brano dei CCCP. Ci ha spronato ed è stato bello condividere con lui questa esperienza. Anche dopo X-Factor abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto: spesso ci ha consigliato dandoci degli ottimi giudizi ed osservazioni. A livello umano, poi, c’è un legame di amicizia ed affetto»

Infine una buona notizia per i fan. I Måneskin hanno annunciato due date italiane, ovviamente salvo complicazioni relative al covid. Il 14 dicembre la band si esibirà al Palazzetto dello Sport di Roma ed il 18 dicembre al Mediolanum Forum di Milano. Per il gruppo si tratta della prima esperienza all’interno di un palazzetto.

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