Live report. Scorpions – Lucca Summer Festival, 10/7/2025
Gli Scorpions, le leggende del rock tedesco, sono tornati in Italia per uno show esclusivo al Lucca Summer Festival dove hanno celebrato i sessant’anni di carriera con uno show intenso e nostalgico. La band è tornata sullo stesso palco che li aveva già visti protagonisti nel 2019, rinnovando il legame con la città davanti a circa ottomila spettatori.
La serata si è aperta con un’esplosiva “Coming Home”, accolta da un boato collettivo e accompagnata da immagini d’archivio proiettate sul maxischermo: volti giovani, concerti storici, e il lungo viaggio iniziato nel 1965 a Hannover da un allora sconosciuto Rudolf Schenker, oggi ancora lì, sul palco, a incendiare gli amplificatori della sua sua chitarra con la stessa energia di un tempo. Sullo schermo campeggiava un caloroso “Coming Home to Lucca”, omaggio affettuoso a una città che, ancora una volta, ha accolto la band come una vecchia amica.
Klaus Meine, voce e anima del gruppo, ha trascinato il pubblico nonostante le evidenti difficoltà dietro il microfono. La voce non è più quella di un tempo e la sofferenza nel cantare è fin troppo evidente. A oltre settant’anni, domina la scena con autorevolezza e trasporto, sostenuto da un suono potente ma calibrato del gruppo al suo fianco. Dopo un’ora serrata di successi, è stato il momento di Mikkey Dee: l’ex batterista dei Motörhead si è preso il centro del palco per un assolo frenetico che ha incendiato gli animi e strappato applausi a scena aperta. E la nostalgia per non vederlo più al fianco di Lemmy è stata sinceramente tanta…
Accanto a Schenker e Dee, hanno completato la formazione Matthias Jabs, impeccabile alla chitarra solista, e il bassista Pawel Maciwoda, entrambi protagonisti di performance ad alto voltaggio. La setlist è una celebrazione della carriera del gruppo: “No One Like You”, “Still Loving You”, l’inno pacifista “Wind of Change” e la travolgente “Rock You Like a Hurricane” sono le punte di diamante di uno show che ha alternato nostalgia, potenza e melodia, in un equilibrio che solo i grandi sanno mantenere.
Il pubblico, eterogeneo per età ma unito dalla passione, ha cantato, saltato, sudato, senza distinzione tra chi portava i capelli grigi e chi ha scoperto gli Scorpions grazie ai vinili dei genitori. Giubbotti di pelle, torsi nudi, cori da stadio. Un evento rock, sì, ma con aperture melodiche capaci di raggiungere anche chi il metal lo ha sempre guardato da lontano. Dopo quasi due ore di musica, il gran finale è arrivato con l’immancabile “Rock You Like a Hurricane”.
È stato l’ultimo atto di uno spettacolo potente, trascinante, che riconferma il gruppo come una delle realtà più longeve e coerenti della scena internazionale. In una stagione estiva affollata di grandi nomi, quello degli Scorpions a Lucca resta un capitolo a parte. Probabilmente un commiato, vista anche l’età anagrafica dei musicisti, ma alla fine, nel salutare il pubblico, Meine ha dichiarato “See you again”. Speriamo.



