Licenziata Gina Carano, star di The Mandalorian

epa07994624 US actress Gina Carano arrives at the premiere of the Disney Plus web television series 'The Mandalorian' at El Capitan Theatre in Los Angeles, California, USA, 13 November 2019. EPA/CHRISTIAN MONTERROSA

Bufera sulla star di The Mandalorian, Gina Carano, che è stata licenziata dalla Lucasfilm per i suoi post sui social media. I produttori della serie di Star Wars disponibile su Disney+, che lo scorso settembre ha trionfato agli Emmy Award, hanno confermato che il contratto di lavoro con l’attrice si è concluso.

La ragione è da rintracciarsi in una serie di Stories, pubblicate sull’account Instagram di Gina Carano, e prima su altri social, nelle quali si assimilava la condizione di chi vota oggi per il partito repubblicano negli Stati Uniti a quella delle persone ebree ai tempi della Germania nazista.

“Gina Carano non è attualmente impiegata alla Lucasfilm e non ci sono piani perché lo sia in futuro. D’altro canto, i suoi post sui social media che denigrano le persone in base alle loro identità culturali e religiose sono abominevoli e inaccettabili”, è la dichiarazione rilasciata da un rappresentante della Lucasfilm.

Carano era già stata al centro di numerose polemiche per aver scritto su Twitter dei messaggi contro l’obbligo sociale a indossare la mascherina per contenere l’emergenza legata alla pandemia da Covid-19, e aveva anche accennato a possibili brogli elettorali rispetto al voto presidenziale. Tali posizioni avevano spinto l’hashtag #FireGinaCarano (“licenziate Gina Carano”) su Twitter.

A far prendere la decisione definitiva dell’allontanamento potrebbe essere stata una storia pubblicata su Instagram, nella quale si parlava della persecuzione degli ebrei in Germania in modo negazionista e fuorviante.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.