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L’Aquila, il Museo Nazionale d’Abruzzo torna nella storica sede del Castello Cinquecentesco

Francesca Massaro Posted On 25 Dicembre 2025
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Castello Cinquecentesco, veduta aerea, L’Aquila. Foto di LIAP, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons.

A distanza di oltre sedici anni dal tragico sisma del 2009, il Museo Nazionale d’Abruzzo si riappropria della sua sede storica nel Castello Cinquecentesco, inaugurando un percorso espositivo che unisce sicurezza e innovazione.

Il ritorno al Castello Cinquecentesco

Il Museo Nazionale d’Abruzzo varca nuovamente la soglia della propria dimora storica, segnando un momento di rinascita per l’intero capoluogo aquilano. Dopo oltre sedici anni dal tragico sisma del 6 aprile 2009, il Forte Spagnolo accoglie una prima selezione di capolavori, restituendo alla comunità un legame identitario che sembrava sospeso nel tempo. Tale riapertura simboleggia la tenacia di una città che ritrova finalmente il proprio centro gravitazionale artistico, superando la funzione di semplice polo espositivo.

Il percorso inaugurato il 20 dicembre permette di ammirare quasi cento opere in ambienti restaurati con cura, offrendo così una narrazione che intreccia sapientemente la storia del territorio con la preziosità dei reperti salvati attraverso anni di silenzioso lavoro. La custodia temporanea delle collezioni presso l’ex Mattatoio si avvia al termine, sancendo l’inizio di una fase inedita per la cultura regionale che pone il patrimonio come bene pubblico e fattore di coesione sociale.

Il rientro dei manufatti nella sede originaria trasforma il Castello in un organismo pulsante, pronto a tutelare le proprie opere e a proiettarle verso un futuro di ricerca internazionale e condivisione.

Castello Cinquecentesco, veduta esterna, L’Aquila. Foto di Ra Boe, CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons.

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Il Castello e i maestri aquilani

L’itinerario espositivo si snoda attraverso una selezione di novantotto opere che celebrano l’eccellenza della produzione artistica abruzzese dal Medioevo al Rinascimento. Nella sala di Celestino V, risplendono capolavori provenienti dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, tra i quali spiccano le sculture policrome di Silvestro dell’Aquila.

Proseguendo il percorso, ci si imbatte nel genio di Saturnino Gatti e nella splendida Sacra Famiglia di Cola dell’Amatrice, dimostrazione della profonda influenza di Raffaello nelle terre d’Abruzzo. L’installazione di tecnologie d’avanguardia potenzia inoltre il racconto museale offrendo un’esperienza immersiva, interattiva e totalmente accessibile. Il visitatore ad esempio può camminare sopra pavimentazioni trasparenti che rivelano le piante storiche dell’Aquila stampate su vetro, un accorgimento che facilita la comprensione dello sviluppo urbano e del paesaggio circostante.

Un simile approccio innovativo raggiunge il suo apice nel bastione est, sede dello straordinario scheletro di mammut, rinvenuto a Scoppito nel 1954, una delle icone della città e grande richiamo per i turisti. Grazie all’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, il Castello si trasforma in un luogo aperto a ogni tipologia di pubblico, assicurando finalmente una fruizione inclusiva e democratica dell’arte.

Munda – Museo Nazionale d’Abruzzo, ingresso, Castello Cinquecentesco.  Foto: © Marco Giugliarelli

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La storia del Museo Nazionale d’Abruzzo

La storia del MuNdA (Museo Nazionale d’Abruzzo) affonda le radici in un atto di coraggio civile del secondo dopoguerra, quando la cittadinanza impedì la trasformazione della fortezza in un carcere, inaugurando il museo il 23 settembre 1951. Il progetto attuale non si ferma all’apertura del primo piano, ma guarda con determinazione al 2027, anno in cui è prevista la consegna del secondo livello per ospitare le collezioni dal Seicento all’arte contemporanea.

Molte opere di pregio devono infatti essere ancora trasferite dalla sede di Borgo Rivera, che continuerà a svolgere un ruolo fondamentale come spazio espositivo attivo per l’importante sezione archeologica. Tale suddivisione rimarrà necessaria fino al completamento dei lavori di consolidamento del Forte Spagnolo, garantendo la tutela dei manufatti non ancora ricollocati, come i reperti di epoca italica e romana.

Nel frattempo, il patrimonio si arricchisce di nuove acquisizioni, come il trittico Dragonetti de Torres di Antoniazzo Romano, tornato in città dopo una lunga ricerche e tentativi di riassemblaggio. Conservazione, restauro e innovazione, un trinomio vincente che consente di non interrompere il dialogo con i cittadini, elevando la cultura a cardine della ricostruzione materiale e immateriale del territorio.

Munda – Museo Nazionale d’Abruzzo, Loggiato. Foto: © Marco Giugliarelli:

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Le parole della direttrice del museo

L’imponente lavoro di ricostruzione è stato coordinato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila e dal Ministero della Cultura, con il prezioso patrocinio della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila, uno sforzo collettivo che assume una rilevanza profonda in vista dell’appuntamento con L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

La direttrice del museo, Federica Zalabra, ha sottolineato il valore del traguardo raggiunto dichiarando: “Oggi non inauguriamo soltanto un nuovo allestimento, ma restituiamo alla città un luogo della memoria collettiva e alla regione uno strumento fondamentale di conoscenza del proprio patrimonio. Il Castello torna a essere un museo al passo con i tempi, vivo, aperto, in dialogo con la comunità e con la ricerca internazionale”.

Il museo osserva un orario di apertura dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle 19.00, accogliendo i visitatori in entrambi i poli cittadini. Per pianificare la visita e scoprire ogni dettaglio sulle attività didattiche e le visite, è possibile consultare il sito web ufficiale del museo www.museonazionaledabruzzo.cultura.gov.it .

 Castello Cinquecentesco, veduta interna, L’Aquila. Foto di Marcok, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

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Crediti fotografici: Wikipedia e © Marco Giugliarelli

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