“La casa del diavolo”, l’adolescenza inquieta nella provincia messinese
Un palazzo con una vetrata opaca che nasconde le scale, una scalinata di marmo consunto dove i ragazzi si siedono a fantasticare per far scorrere le giornate. È da un’immagine così che si apre l’universo de La casa del diavolo (Zerobook), nuovo romanzo di Piero Buscemi, ambientato in un paesino della provincia messinese e da oggi disponibile in ebook su tutti gli store digitali italiani e in versione cartacea.
Al centro della storia ci sono cinque adolescenti che si contendono il controllo di una palestra all’aperto contro una gang di quartiere. Piccole faide, scaramucce, equilibri di forza che si misurano tra un allenamento e l’altro, mentre ognuno custodisce un sogno da condividere, a turno, nei momenti di dialogo e confronto. Il loro punto di ritrovo è un vecchio pozzo chiuso, incastonato nel quartiere: un luogo appartato dove fare piani, raccontarsi paure, misurare il confine tra infanzia e mondo adulto.
A spezzare la routine della “guerra di quartiere” interviene un ragazzo un po’ più grande di loro. Di giorno aiuta il padre in un laboratorio di fotografia, tra rullini, stampe e inquadrature. Nel tempo libero cerca invece altre storie tra gli scaffali della biblioteca comunale. Proprio lì, tra una lettura e l’altra, scopre l’esistenza di un’antica casa non lontana dal pozzo dove si riuniscono i ragazzi.
Quell’edificio, che nel presente sembra abitato solo da una misteriosa donna anziana impegnata in mansioni di domestica, porta con sé una memoria diversa: una trama che affonda nella storia risorgimentale del paese e nella vicenda dell’“Interdonato”, un particolare limone creato dal colonnello Giovanni Interdonato, figura legata in prima persona alla Spedizione dei Mille. La casa diventa così un varco tra passato e presente, tra l’eco delle imprese garibaldine e le inquietudini di una generazione che cerca un posto nel mondo.
Il ragazzo più adulto convince il gruppo a trasformare la curiosità in azione: esplorare quella casa, entrarci, provare a decifrarne i segreti. Ne nasce un’avventura collettiva che mescola iniziazione, amicizia, memoria storica e tensione narrativa, tenendo insieme la dimensione molto concreta del quartiere e una serie di simboli che rimandano all’identità del territorio.
Nato a Torino nel 1965, redattore del periodico online Girodivite, Piero Buscemi ha alle spalle una lunga attività tra narrativa, poesia e saggistica, con titoli come Ossidiana, L’isola dei cani, Le ombre del mare, Enne e Il giudizio dell’acqua. È tra i fondatori dell’associazione culturale “Aromi Letterari” di Messina e da anni affianca alla scrittura un impegno costante nel sociale, sostenendo realtà come Greenpeace, Amref, Amnesty International e Avis.
La casa del diavolo si inserisce in questo percorso: un romanzo che parte da una palestra all’aperto e da un vecchio pozzo di quartiere per raccontare la fragilità, la rabbia e la fantasia di cinque ragazzi, sullo sfondo di una Sicilia in cui le storie del Risorgimento continuano a sedimentare dentro le case e, soprattutto, dentro le persone.



