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Cinema

Jurassic World 3, c’è anche Laura Dern

Federico Falcone

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Ci sarà anche Laura Dern, la paleobotanica e archeologa Ellie Sattler del celebre Jurassic Park, nel terzo capitolo di Jurassic World, quello che, con molta probabilità, chiuderà il franchising.

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E’ stata lei stessa a svelarlo nel corso di un’intervista rilasciata su IMDb. Ecco cosa ha dichiarato l’attrice: “Amo Ellie Sattler, e adoro il fatto che sia cresciuta con me. Ci sono tante bambine, specialmente giovani donne, che si rispecchiano molto in quel personaggio. Era molto avanti per i tempi, una femminista convinta già nel ’93. Non vedo l’ora di scoprire dov’è adesso, e in che modo tornerà in azione”.

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Fondatore e direttore editoriale del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Egitto: morto in carcere il regista Shadi Habash che denunciò la repressione del Governo. Aveva 25 anni

Federico Falcone

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Il giovane regista egiziano Shadi Habash è morto nel carcere di Tora, Egitto, dove era imprigionato dal 2018 a seguito della sua collaborazione con il cantante Ramy Essam per la realizzazione del video di “Balasha”. Dattero, questo il significo del titolo della canzone, è anche il nomignolo con cui gli egiziani indicano il loro presidente e contro cui questo brano si è scagliato per denunciare l’oppressività e la violenza del suo regime.

Habash era noto per la sua satira contro il presidente Al-Sisi e in una lettera data 26 ottobre 2019, rivendicava il suo coraggio e la sua determinazione nell’affrontare a viso aperto i soprusi e le violenze che il Governo egiziano pone quotidianamente in essere. “Resistere in prigione significa resistere a te stesso. Proteggi te stesso e la tua umanità dall’impatto di quello che tu vedi ogni giorno. Ti fermi, vai di matto o lentamente muori perché sei stato buttato dentro una stanza due anni fa a sei stato dimenticato, non sapendo quando ne verrai fuori“, aveva scritto.

Il giovane filmaker aveva più volte denunciato la gravità del suo stato di salute, ma a nulla sono valsi i suoi appelli affinché fosse liberato o almeno curato decentemente. La sua morte – e come la sua quella di decine di altri oppositori del regime di Al-Sisi – rappresenta l’ennesimo episodio atto a testimoniare la repressione che lo Stato egiziano applica nei confronti dei dissidenti e dei critici, senza guardare in faccia nessuno e senza badare all’età. O sei allineato o sparisci o muori. In Egitto, ora, funziona così.

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Cinema

“Stati Uniti costruti sull’omicidio dei neri”, Spike Lee attacca e omaggia George Floyd con un corto

Federico Falcone

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Gli Stati Uniti sono un Paese costruito sui corpi dei neri uccisi. Dire che gli Stati Uniti sono la culla della democrazia è una cazzata“. La parole, durissime, sono state pronunciate da Spike Lee, regista afroamericano, a margine della presentazione di “3 Brothers-Radio Raheem, Eric Garner And George Floyd“, corto di un minuto e 34 secondi pubblicato in sostegno del movimento Black Lives Matter.

Il corto, presentato alla CNN nel corso di un’intervista incentrata sui drammatici giorni di queste rivolte che stanno interessando gli Stati Uniti, svela alcune immagini tratte da uno dei suoi film più famosi, “Fa la cosa giusta” del 1989, alternate a quelle degli omicidi di Floyd e Garner. Il video si apre con la frase “Will History Stop Repeating Itself?” (“La storia smetterà di ripetersi?”, ndr) e l’impatto è subito forte, fortissimo, per empatia e emozioni.

“Quello che vediamo in questi giorni lo abbiamo visto nelle rivolte degli anni ’60, con l’assassinio di Dr King. La gente reagisce in questo modo perché vuole essere ascoltata. Vediamo ripetere queste cose ancora e ancora e ancora. Questa merda dell’estrema destra è in tutto il mondo. Dobbiamo svegliarci e non possiamo più rimanere in silenzio.

La fondazione di questo Paese – ha proseguito Lee – si basa sul furto della terra ai nativi, sul genocidio e sulla schiavitù. Non sto giustificando o perdonando le azioni di questi giorni, sto dicendo che capisco perché le persone hanno reagito in questo modo “, spiegando il perché della sua maglietta con la scritta 1619, cioè l’anno indicato come quello che ha dato il via alla schiavitù.

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Cinema

Roma omaggia Fellini: un tratto del lungo Tevere porterà il suo nome

Federico Falcone

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La Città Eterna omaggia il grande regista. Un tratto del lungo Tevere porterà il nome dell’autore di capolavori immortali come “La Dolce Vita”, “I Vitelloni”, “Amarcord”, “8½”. Il tributo, che arriva in occasione dei cento anni dalla sua nascita, riguarderà il primo tratto della strada che collega piazza Maresciallo Giardino all’incrocio con via R. Morra di Lariano, a pochi passi dal Foro Italico.

Come riportato sulle pagine de La Repubblica, ecco quanto dichiarato dal vice sindaco di Roma, Luca Bergamo:

“Possiamo cosi’ celebrare il centenario della nascita di un vero genio, ma anche perche’ integriamo, in quella memoria collettiva costituita dalla rete dei nomi delle nostre vie pubbliche, lo specialissimo legame tra Fellini, Roma e l’idea stessa del genio creativo italiano. La nuova denominazione nasce da una mia proposta anche se per onestà devo riconoscere che lo stimolo a cercare una collocazione vicino al Tevere nasce dalla lettura di un’intervista di Francesco Rutelli. Prima di scoprire la targa dovremo comunque attendere qualche mese per le necessarie verifiche della Prefettura, perché e’ un cambio di denominazione. Lungotevere Federico Fellini sara’ la nuova denominazione del primo tratto della strada che collega piazza Maresciallo Giardino all’incrocio con via R. Morra di Lariano, per confluire nel restante tratto che rimarrà dedicato alla memoria Maresciallo Cadorna fino a ponte Duca d’Aosta”.

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