Il ritmo dei Gipsy Kings al teatro di Taormina
Dura appena quattro pezzi la calma apparente sugli spalti. A guardare bene, però, da qualche minuto qualcuno del pubblico ha già abbandonato qualsiasi remora e, con la testa e le gambe, da seduto segue il ritmo delle chitarre e le parole, imparate a memoria del repertorio del gruppo.
Recensire un concerto dei Gipsy Kings non è impossibile, è complicato. Perché durante tutta la esibizione, scattare foto o riprendere video è una lotta continua con la tentazione di lasciarsi andare in balli sfrenati e unirsi alle migliaia di spettatori che, emulando i più coraggiosi, sono ormai in trance emotivo.
Un anno e trentacinque minuti di ritardo. Li aspettavamo lo scorso agosto, ma un problema di salute annullò il concerto per dare appuntamento a quest’anno. Nella salita che conduce al Teatro Antico di Taormina, qualcuno stentava a credere che fossero rimasti dei biglietti disponibili.
Anche noi siamo rimasti sorpresi e, solo a pochi minuti dall’inizio, con una veloce panoramica esplorativa, abbiamo constatato che la cavea del teatro fosse piena oltre la sua capacità complessiva.
Dopo, è stato come fare un salto nel passato di qualche decennio, quando la famiglia Reyes e i Baliardo si spostarono dalla Spagna alla Provenza, regalando al mondo, da quel momento in poi, quasi cinquanta anni di estrosità creativa, con la rumba, il flamenco e tutt’ quanto l’istinto musicale gitano possa concepire con una sei corde
Il tempo ha cambiato molte cose, anche la formazione più volte rimescolata negli anni. Quella di venerdì 8 agosto, è stata una personale performance della famiglia Reyes che ha omaggiato il pubblico taorminese con quanto di meglio il loro repertorio offre.
Irrinunciabili i successi più conosciuti, diventa quasi superfluo elencare i pezzi eseguiti previsti dalla scaletta. Immancabile la versione spagnoleggiante di Hotel California degli Eagles. Suggestiva, come sempre, l’interpretazione personalissima di My Way, nella loro A mi Manera, cantata all’unisono col pubblico.
Ovviamente, l’omaggio all’Italia con Nel blu dipinto di blu era doveroso, per quanto risulta apprezzato sempre da tutte le platee internazionali.
Su tutti, scusate ma è un nostro vezzo e una debolezza passionale nei confronti dello strumento, Mario Reyes ha fatto proprio “parlare” la sua chitarra, concedendosi anche un momento di esclusività della serata con un pezzo strumentale.
La famiglia Reyes, o se preferite, i Gipsy Kings hanno promesso un tour anche per il prossimo anno, sotto intendendo una nuova visita alla Sicilia e a Taormina in particolare. Saremo pronti ad accoglierli e a scatenarci alle loro coinvolgenti sonorità.
di Piero Buscemi – fonte: Girodivite.it


