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Il fascino del Liberty conquista Brescia: l’Italia moderna in mostra a Palazzo Martinengo

Francesca Massaro Posted On 1 Gennaio 2026
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Plinio Nomellini, Bambini in giardino, 1913, collezione privata.

Palazzo Martinengo ospita una grandiosa retrospettiva dedicata allo stile che rivoluzionò il gusto tra Ottocento e Novecento. Oltre cento capolavori raccontano la sinergia tra pittura, moda e cinema in un percorso espositivo unico.

Il risveglio della modernità a Palazzo Martinengo

Dal 24 gennaio al 14 giugno, le storiche sale di Palazzo Martinengo a Brescia si preparano ad accogliere una rassegna di straordinario impatto visivo, intitolata Liberty. L’arte dell’Italia moderna. L’evento si inserisce in un ambizioso progetto di indagine culturale, come ideale continuazione della fortunata rassegna dello scorso anno sulla Belle Époque.

L’obiettivo è esplorare il grande fermento creativo che, tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX, investì l’Europa intera assumendo declinazioni diverse: dall’Art Nouveau in Francia al Modern Style anglosassone, dallo Jugendstil tedesco alla Secessione austriaca. Nel nostro Paese, tale ondata di rinnovamento prese il nome di Liberty o Stile Floreale. Gli artisti italiani, ispirati dalle sinuosità della natura e desiderosi di superare l’accademismo, interpretarono le novità internazionali adattandole al gusto locale con esiti di rara bellezza.

I visitatori avranno l’opportunità di immergersi nelle atmosfere di un’epoca caratterizzata da un ottimismo diffuso, dove l’arte smise di essere un esercizio elitario per invadere la quotidianità. L’allestimento di Brescia mira proprio a restituire la freschezza di un linguaggio visivo che ha saputo ridefinire l’estetica nazionale.

Giorgio Kienerk, Il silenzio, 1900, Musei Civici, Pavia. Foto di Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Leggi anche: L’Aquila, il Museo Nazionale d’Abruzzo torna nella storica sede del Castello Cinquecentesco

Liberty: un dialogo tra pittura e scultura

Il cuore pulsante della mostra è costituito da una selezione di oltre cento capolavori, molti dei quali provenienti da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni museali come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Il percorso, articolato in otto sezioni tematiche, mette in scena un serrato confronto tra le diverse discipline, superando le tradizionali gerarchie artistiche. Grandi maestri della pittura come Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati e Plinio Nomellini dialogano intensamente con gli scultori dell’epoca, tra cui spiccano i nomi di Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti.

Tale accostamento permette di cogliere come la linea curva e il dinamismo fossero elementi trasversali, capaci di unificare la tela e il bronzo in un’unica visione estetica. Le opere esposte testimoniano la partecipazione degli autori alle grandi rassegne internazionali, dalle prime Biennali di Venezia all’Esposizione di Torino del 1902, eventi che sancirono l’affermazione definitiva del gusto moderno. Simile ricchezza espositiva offre al pubblico la possibilità di scoprire lavori inediti o raramente visibili, gettando nuova luce su uno dei periodi più fertili e sperimentali della storia dell’arte italiana.

Vittorio Maria Corcos, Ritratto di una dama, 1911, pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

Leggi anche: “Regine”: in mostra alla Reggia di Caserta le donne che costruirono l’Europa

Liberty: dalla moda al cinema

L’esperienza di visita si arricchisce ulteriormente grazie all’attenzione riservata alle arti applicate e ai nuovi media che caratterizzarono l’inizio del secolo scorso. Il Liberty, infatti, fu un fenomeno pervasivo che contaminò ogni aspetto del vivere quotidiano: dalle raffinatissime ceramiche firmate da Galileo Chini, vere icone di stile, alle coloratissime affiches pubblicitarie disegnate dai grandi cartellonisti come Leonardo Dudovich e Leopoldo Metlicovitz. Tali manifesti non si limitavano a promuovere prodotti commerciali, ma contribuivano a plasmare l’immaginario collettivo di una nazione in crescita.

Una sezione di particolare fascino è dedicata alla moda e all’evoluzione del costume femminile, con l’esposizione di abiti sartoriali che riflettono l’emancipazione della donna moderna.

Il percorso espositivo culmina nell’analisi del cinema muto e del nascente fenomeno del “divismo“, indagando come la settima arte abbia assorbito e rilanciato i codici visivi del tempo. Fotografia, grafica e pellicola si intrecciano così in un racconto corale, testimoniando la capacità del Liberty di farsi interprete dei sogni e delle aspirazioni di una società proiettata verso il futuro.

. Giovanni Mataloni, Affiche per una lampada a petrolio, 1896, pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

Leggi anche: All’Ara Pacis di Roma la mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”

L’organizzazione della mostra

L’organizzazione generale dell’esposizione è gestita dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, che prosegue il filone di ricerca dedicato all’arte moderna italiana avviato nelle precedenti edizioni. Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari, membri della direzione scientifica, hanno strutturato l’allestimento selezionando accuratamente i prestiti da musei nazionali e archivi privati.

Il sostegno istituzionale è garantito dal patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, enti che supportano formalmente l’iniziativa. Ad arricchire l’offerta culturale inoltre interviene il catalogo ufficiale pubblicato da Silvana Editoriale, un volume che raccoglie le riproduzioni delle opere accompagnate da saggi critici e che sarà acquistabile in loco.

La mostra illuminerà le preziose sale di Palazzo Martinengo in Via dei Musei 30 a Brescia e accoglierà il pubblico per tutto il periodo primaverile. Per chi necessita di ulteriori informazioni su orari e tariffe è possibile consultare il sito web  www.mostraliberty.com .

Emilio Malerba, L’attesa, 1914, collezione privata.

Leggi anche: “Franco Battiato. Un’altra vita”: al MAXXI di Roma la mostra-evento che celebra il genio artistico del compositore siciliano

Fonte immagini: Wikipedia

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