Il grande smog, la nebbia killer di Londra

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Tra il 5 e il 9 dicembre del 1952 Londra si trasformò in un mix letale. Un qualcosa a metà tra il set di un film horror tipo “L’esorcista” e l’arrivo dei dissennatori di Harry Potter. Quello che è passato alla storia come “Il grande smog” fu una densa cortina di nebbia che provocò oltre 10mila morti e più di 100mila malati gravi.

Il disastro che costò a Churchill numerose critiche, ogni anno riapre il dibattito sulle cause. Queste sono state analizzate a fondo con successo (per usare un eufemismo) solo qualche anno fa, dopo che la stessa scena si ripresentò in Cina. Seppur con conseguenze minori.

Secondo lo scienziato cinese Renyi Zhang e il suo team, ingaggiata dalla Texas A&M University, l’ipotesi più avvalorata è nel diossido di azoto, prodotto dall’ossidazione del carbone. La Londra del secondo dopoguerra era infatti già una città molto popolosa (circa 8 milioni di abitanti) e industrializzata, alimentata da carbone di basso livello.

I londinesi per far fronte all’abbassamento delle temperature (nei giorni precedenti i termometri andarono sotto lo 0) aumentarono il consumo e la conseguente potenza degli impianti termici. Da qui un innalzamento della combustione del carbone e dell’inquinamento derivante.

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Lo spettacolo che dalle prime ore del mattino del 5 dicembre si presentò alle finestre delle case fece pensare inizialmente alla solita nebbia che avvolge la capitale inglese. Ma il fetore e la visibilità ancor più limitata fecero subito capire che non si trattava di qualcosa di normale.

La coltre tossica cominciò a mietere vittime, continuando anche dopo essere svanita. Gli effetti sulla popolazione colpita durarono anche nei mesi successivi.

Quei giorni di terrore, con un lockdown ante litteram per affrontare un nemico semi invisibile, sono raccontati anche nella serie “The Crown” (IV episodio della I stagione, “Atto di Dio”). La nebbia fa infatti da sfondo al decimo mese di regno di Elisabetta II che sin da subito si ritrovò a dover affrontare un passaggio importante nella sicurezza del proprio Stato. Il confronto-scontro con Churchill si basò infatti sull’industrializzazione sregolata degli anni precedenti. La Regina decise di prendere le parti del primo ministro imparando però a sue spese, dalle parole della Regina Madre, che un sovrano deve essere al di sopra e super partes delle diatribe della politica.

A livello legislativo fu varato, nel 1956, il Clean Air Act (in vigore fino al 1964). Il decreto, considerato da molti la base delle idee ecologisti del XX secolo, fu atto a limitare l’inquinamento e al non far ripetere un disastro del genere.

Le foto dell’epoca parlano chiaro. Tower Bridge, il Big Ben, Trafalgar Square, Westminster erano avvolte da questa coltre che in alcuni casi le nascose agli occhi. Fu solo il vento che si alzò il 9 dicembre che spazzò via la nebbia che a causa di un anticiclone delle Azzorre si era impadronita di Londra. Ma “Il grande smog” rimane tutt’oggi nella ricordi amari dei londinesi. Come se quell’aria killer non se ne sia mai andata del tutto.

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Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti