Da Cicerone ad Augusto: nel Corridoio Vasariano tornano a splendere 50 busti di epoca romana
Oltre cinquanta busti di epoca romana tornano ad arricchire il Corridoio Vasariano nel tratto di percorrenza sopra il Ponte Vecchio, nel cuore di Firenze.
Un nuovo allestimento per il Corridoio Vasariano
Firenze inaugura un nuovo e affascinante allestimento che promette di incantare visitatori e appassionati da ogni angolo del mondo. Il celebre Corridoio Vasariano, dopo otto anni di chiusura, necessari per un imponente quanto meticoloso intervento di adeguamento strutturale, si arricchisce oggi di elementi preziosi che ne ridefiniscono completamente l’esperienza di visita, trasformandolo da semplice passaggio elevato a una vera e propria galleria d’arte aerea.
Cinquanta busti di epoca romana, autentici capolavori della ritrattistica imperiale, finora celati nei depositi delle Gallerie degli Uffizi, tornano finalmente a dialogare con il pubblico, riacquistando la loro meritata visibilità e dignità espositiva.
Tale operazione di recupero e valorizzazione si inserisce con forza e coerenza nel progetto Futuro nell’Antico voluto dal direttore Simone Verde, restituendo alla città un patrimonio di inestimabile valore storico-artistico, un itinerario da scoprire e ammirare passo dopo passo nel cuore pulsante della città.

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Cinquanta busti raccontano la storia romana
Tra i protagonisti indiscussi di questa straordinaria esposizione, che impreziosisce il tratto del Corridoio in corrispondenza del Ponte Vecchio, spiccano figure celebri che hanno plasmato la storia e la cultura del mondo romano antico.
Si possono così ammirare il volto contratto e pensoso di Cicerone, che sembra riflettere intensamente sulle sfide della sua epoca; nell’espressione facciale, finemente cesellata, si può ritrovare tutta la profondità intellettuale e la complessa personalità del grande oratore e filosofo romano.
Accanto a lui, si impone la fierezza e l’autorità regale di Augusto nella sua posa statuaria, simbolo di potere e stabilità. L’elegante immagine di Sabina, consorte dell’imperatore Adriano, rivela invece una raffinatezza e una compostezza che rimandano ai fasti della corte imperiale.
Queste sculture, veri gioielli della ritrattistica antica, erano state selezionate con meticolosa cura già nel Settecento, ma nel 1993 vennero rimosse e relegate nei depositi del museo. Una simile decisione rientrava in un progetto di riordino volto a restituire agli Uffizi l’assetto del XVIII secolo, ma che di fatto privò il pubblico di opere di immenso valore storico-artistico.

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Tecnologia e accessibilità
La disposizione scenografica delle opere è stata concepita con grande attenzione, permettendo un dialogo continuo e armonioso tra i preziosi manufatti e lo spazio circostante. Posizionati su piedistalli di altezza variabile, i busti offrono un percorso non solo dinamico ma straordinariamente coinvolgente, capace di amplificare l’impatto visivo ed emotivo della visita per ogni singolo appassionato.
A completare ulteriormente questa immersione nella storia e nell’arte romana, un pratico QR code, strategicamente posto all’ingresso del percorso, consente ai visitatori di scaricare una guida digitale completa e interattiva, arricchita da immagini dettagliate di ogni opera e da didascalie chiare e sintetiche.
Questo strumento rende l’esperienza universalmente accessibile a tutti e anche culturalmente arricchente per chiunque voglia approfondire la conoscenza di questi capolavori. Molti ritratti provengono dalla vasta e ambiziosa collezione voluta dai Lorena nella seconda metà del Settecento, quando Luigi Lanzi selezionò e acquistò oltre quaranta busti.

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Volti naturali e intensi nel Corridoio Vasariano
Le sculture esposte colpiscono per un tratto comune che le rende eterne e universali: la sorprendente espressione psicologica che restituisce l’essenza più profonda dell’individuo e le sue emozioni. Labbra serrate, occhi fieri, fronti aggrottate o sorrisi appena accennati compongono una galleria di volti vivi, intensi e profondamente umani, capaci di raccontare personalità e destini che trascendono i secoli e le epoche.
Tra gli altri spiccano ritratti femminili, come un busto di giovane databile al 15 a.C., scolpito con una sensibilità che sembra anticipare la pittura ottocentesca, o la suggestiva immagine di una vestale. Il nuovo allestimento ripara una cesura museale significativa: ciò che fu tolto al pubblico nel 1993 è ora finalmente restituito.
Come sottolineato dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde: “Dopo la ricostituzione della sala dei marmi antichi al secondo piano della Galleria, questo allestimento è un ulteriore passo avanti, all’insegna del motto ‘Futuro nell’Antico’, per la valorizzazione del collezionismo archeologico mediceo, che agli Uffizi è presente con complessi esemplari.”
Per conoscere le modalità di accesso al Corridoio Vasariano è possibile collegarsi al sito web www.uffizi.it .

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Crediti fotografici: ©Gallerie degli Uffizi


