Cinque mostri delle feste perfetti per il Natale del 2020

Babbo Natale? San Nicola? I Doni? La gioia? No! molto meglio mostri mangia bambini e ladri di sogni per il magico Natale del 2020, da trascorrere rigorosamente chiusi in casa, tristi e soli (o con i mostri).

Belsnickel

Belsnickel, il cui nome sarebbe un vezzeggiativo di “Nikolaus” ovvero San Nicola, è una creatura del folklore del sud della Germania. Servo del più celebre Santo, lercio e vestito solamente di stracci e pellicce, Belsnickel si palesa circa due settimane prima di Natale in cerca di bambini cattivi e quando li trova li picchia e li punisce. Il mostro divenne famoso anche in alcuni luoghi degli Stati Uniti dove arrivò insieme agli immigrati tedeschi. è molto famoso ad esempio tra i “Pennsylvania Dutch”. Proprio qui divenne un’usanza molto diffusa sotto le feste quella di fare “Belsnicking”: ubriacarsi e andare in giro tutta la notte per la città per turbare la quiete pubblica.

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Il Krampus

Il Krampus, dal bavarese “krampn”, morto o putrefatto, o dal tedesco “kramp”, artiglio, è un demone mostruoso dalle sembianze caprine che sconfitto da San Nicola è costretto a seguirlo e servirlo. Indossa maschere orrende e porta appesi al collo grandi campanacci che ne annunciano l’arrivo nelle fredde notti di dicembre. Frusta chiunque interrompa il suo cammino e acchiappa i cattivi chiudendoli in un sacco che viene successivamente svuotato direttamente all’infero. Questo mostro è legato anche alle celebrazioni solstiziali dei paesi italiani appartenenti all’ex area austro-ungarica come il Trentino- Alto Adige e il Friuli.

Mari Lwyd – Il cavallo zombie di Natale

Questa tradizione del folclore natalizio gallese consiste nel far girare per le strade un cranio di cavallo legato a un palo portato in processione da un uomo coperto da un lenzuolo bianco. Il termine “mari” deriva probabilmente dal sassone “mare” (cavallo) e il solo scopo del mostro Mary Lwyd era quello di penetrare nelle case. Si faceva un corteo nei villaggi e per scacciare il cavallo zombie dalla propria abitazione, si doveva ricorrere ad una vera e propria battaglia di versi e insulti in rima, detta “pwnco”, tra i personaggi del corteo e gli abitanti del villaggio. Se perdevi Mary ti entrava in casa e addio gioia per tutto l’ano nuovo.

Gryla

In Islanda per i bambini “cattivi” il carbone non è sufficiente. La tradizione vuole infatti che con l’arrivo del Natale, calino sull’isola anche le tenebre portate da Grýla (o strega di Natale), una terribile Troll di montagna che, accompagnata da suo marito “Leppalúði” e ai suoi 13 figli “jólasveinar” (let.i ragazzi del Natale), terrorizza i bambini di tutti i paesi.  Insomma sotto le feste la strega esce dalla sua caverna per scovare i piccoli cattivi e, Crono del nord, li cuoce in un pentolone ottenendo uno stufato delizioso che divora con tutta la sua famiglia. I bambini islandesi sono terrorizzati dal fatto che Grýla possa mangiarli e così rigano veramente dritto per tutto l’anno, altro che uomo nero.

Jólakötturinn o Gatto di Yule

Ancora una volta siamo nella ridente Islanda dove la magia delle feste lascia spazio a Jólakötturinn o gatto di Natale, un gatto nero gigantesco con grandi occhi gialli, che si aggira famelico durante la notte della Vigilia. Il mito islandese racconta che questo enorme gatto caccia le persone che non sono riuscite a indossare per Natale un nuovo capo di abbigliamento (valgono indumenti regalati oppure fabbricati con le proprie mani).

Di certo doveva incoraggiare a regalare abiti ai più bisognosi, probabilmente è solo una scusa per comprarsi vestiti nuovi (come se e servisse una). Un’altra versione racconta che il Jólakötturinn fosse l’animale domestico di due giganti che vivevano nei vulcani dell’isola. Ghiotti di creaturine i due mostri inviavano l’enorme “Birba” nei villaggi per catturare i bimbi più fannulloni.

PH: Samuel Allan

Frau Perchta

Letteralmente “La Splendente” viene anche chiamata la “Signora delle Bestie”. Era una guardiana del mondo animale e della natura in alcune culture di origine germanica. Viene spesso rappresentata con un naso a becco e vestita di stracci, sotto la gonna nasconde un lungo coltello. Fissata co la filatura e le pulizie domestiche, la leggenda narra che la Frau si presenti nelle case delle signore per verificare che tutto sia in ordine e pulito e per controllare che tutto sia pronto per dedicarsi alla filatura.

Ovviamente cara, se sei una scansafatiche, non hai pulito e nemmeno sistemato il telaio, beh, verrai punita. Frau potrebbe, per cominciare, calpestare o a dar fuoco alla lana. Se la rabbia però aumentasse calpesterebbe ogni cosa in casa tua, ruberebbe nelle camere da letto e ti sbudellerebbe col suo lungo coltello sostituendo alle tue budella della spazzatura. Adesso non dico di imparare la tessitura ma almeno una pulitina, per sicurezza, io la darei.

PH copertina: Shutterstock

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Licia De Vito
Archeologa, nata e cresciuta in Abruzzo, vive a Roma dal 2009. Dopo la laurea magistrale conseguita presso l’Universita “La Sapienza” di Roma ha proseguito gli studi frequentando la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dello stesso ateneo. Appassionata di storia e viaggi, avrebbe voluto essere Lara Croft, è diventata un “Ummarell”.

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