Connect with us

Musica

Attivo il fondo di sostegno per artisti e professionisti: l’appello di Music Innovation Hub

Fabio Iuliano

Published

on

Sono stati erogati 25mila euro di contributi a fondo perduto destinati ai primi 50 tra musicisti e professionisti dell’industria musicale, oggi in difficoltà per l’emergenza economica. Ogni settimana sarà stilata una classifica degli aventi diritto e la settimana successiva saranno erogati 500 euro per ogni beneficiario. E questo sino a fine anno.

I primi contributi erogati da Music Innovation Hub aiuteranno i primi 25 artisti e 25 professionisti dell’industria musicale: tra questi una buona percentuale sono under 30, in particolare tra i professionisti, di cui diversi iscritti a cooperative o associazioni di categoria. Tra gli artisti, molti sono musicisti, ma non mancano i concertisti e i cantanti, o chi si dedica alla musica elettronica in diverse forme, in diversi casi nell’attività del DJ. I professionisti provengono soprattutto dall’area degli eventi dal vivo, tra assistenti di produzione e tecnici del suono.

L’industria musicale si sta muovendo per dare una prima risposta concreta ad alcune richieste che sono emerse dalle manifestazioni di sabato da parte dei lavoratori dello spettacolo. Il fondo MIH è attivo ed è stato definito un modello di selezione ed erogazione basato su criteri oggettivi e trasparenti. MIH: “Al momento la nostra previsione è di raccogliere autonomamente risorse per aiutare almeno 1.500 persone in difficoltà appartenenti alla grande famiglia della musica. Se, come ci immaginiamo, i protagonisti responsabili della musica italiana (grandi artisti, etichette, editori, organizzatori di eventi, brand storicamente legati alla musica…) vorranno attivarsi per dare il loro contributo, tutti insieme potremo moltiplicare almeno per 10 questo obiettivo. Questo è il momento di dimostrare concretamente l’identità e la capacità solidale dell’industria musicale”.

All’appello “Lean On Me” (conta su di me) di MIH hanno già risposto alcuni primi operatori della musica attraverso il lancio di diverse iniziative.

Machete Aid on Twitch, una diretta streaming di beneficenza della durata di 12 ore in programma venerdì 5 giugno 2020 dalle ore 15 sul canale @MacheteTV di Twitch per raccogliere fondi a supporto del settore musicale italiano, messo a dura prova dall’emergenza sanitaria causata dal COVID-19. Durante la diretta interverranno vari artisti e personalità provenienti dal mondo della musica, dello spettacolo, dell’eSport, della cultura e delle istituzioni. Tutti daranno il loro contributo con performance originali. Le donazioni raccolte durante la diretta saranno destinate al fondo COVID-19 Sosteniamo la musica;

Billboard Calling #ForTheMusic, che ha destinato l’intero ricavato dalle vendite degli abbonamenti per la nuova app di Billboard della settimana del 25 maggio, anche grazie al lancio di un numero speciale di Billboard Italia, al fondo COVID-19 Sosteniamo la musica;

Lost in the Desert, brano realizzato da un collettivo di artisti, frutto della loro creatività condivisa a distanza in questo periodo di confinamento, dono per i compagni di viaggio e colleghi di lavoro meno fortunati e ancora meno tutelati: tutti i tecnici e le maestranze che lavorano dietro le quinte nel mondo della musica;

Dance to The Drop, campagna video prodotta da tre case di produzione che operano nel panorama della vita notturna techno ed elettronica: Elephant Studio, Alma Visuals e Vita Pictura, lanciata a livello internazionale a sostegno della filiera musicale, e affiliata al fondo di Music Innovation Hub sul territorio italiano;

Ulteriore iniziativa a supporto del fondo è La Musica Non Siamo Solo Noi, campagna video in partenza giovedì 4 giugno, lanciata da Spotify, MIH e FIMI che vede la partecipazione di artisti italiani come Nek, Alessandra Amoroso, Annalisa, Madame, Canova, Fast Animals and Slow Kids, Emma Muscat e altri, per sensibilizzare il pubblico sulla miriade di professioni del “dietro le quinte” dell’industria musicale. La musica non è fatta solo dagli artisti, spesso considerati il volto dell’industria musicale, ma anche da un intero sistema di produzione che la sostiene e la alimenta: un sistema che in questo momento ha bisogno di uno sforzo comune e della collaborazione dell’intera filiera, oltre che degli ascoltatori e dei fan.

L’iniziativa globale del Music Relief Fund di Spotify

L’iniziativa fa parte del progetto globale Spotify COVID-19 Music Relief, lanciato per supportare gli artisti e i professionisti della filiera musicale in difficoltà: per ogni euro donato al fondo di MIH attraverso la pagina Spotify COVID-19 Sosteniamo la Musica, Spotify ne donerà un altro, fino a un totale complessivo di 10 milioni di dollari stanziati a livello internazionale. L’iniziativa COVID-19 Music Relief di Spotify sostiene il fondo di Music Innovation Hub – promosso da FIMI, in partnership con AFI, Assomusica, PMI e NUOVOIMAIE, e in collaborazione con Milano Music Week – per aiutare musicisti e professionisti del settore musicale italiano in questo momento di crisi globale.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

Musica

All’Arena di Verona arriva Heroes, concerto in streaming con i grandi nomi della musica italiana

Antonella Valente

Published

on

Cinque ore di musica, trentaquattro artisti coinvolti, una location mozzafiato. Il 6 settembre, all’interno dell’Arena di Verona, a partire dalle 19 si terrà “Heroes“, concerto in streaming con alcuni tra i più grandi nomi della scena musicale italiana. L’evento sarà disponibile sulla piattaforma Futurissima (www.futurissima.net). Il servizio di streaming sarà fornito da MainStreaming, leader italiano del settore. Acquistando sin da ora l’accesso streaming, disponibile su tutte le principali società di ticketing (Ticketmaster, Ticketone e Vivaticket) a 9,90 euro più 1 euro di commissione di servizio, si entrerà a far parte della storia della live music italiana, potendo fruire ovunque ci si trovi di uno show unico, spettacolare ed interattivo.

Dal 14 al 31 luglio sarà attiva la prima fase della promozione “Iniziamo il futuro insieme” che consentirà di ottenere due biglietti al prezzo speciale di 9,90 (+1 euro di commissioni). Dal 1 agosto entrerà in vigore il prezzo pieno a 9,90 euro sul singolo biglietto, ma si manterrà comunque un’attività promozionale che permetterà l’acquisto di tre biglietti al prezzo di 19,80 (+3 euro di prevendita).

Questi gli artisti coinvolti: Achille Lauro, Afterhours, Aiello, Anna, Brunori Sas, Coez, Coma Cose, Diodato, Elodie, Eugenio In Via Di Gioia, Fedez, Frah quintale, Francesca Michielin, Franco126, Gaia, Gazzelle, Gemitaiz&Madman, Ghali, Levante, Madame, Mahmood, Margherita Vicario, Marlene Kuntz, Marracash, Nitro, Pinguini Tattici Nucleari, Priestess, Random, Salmo, Shiva, Subsonica, Tommaso Paradiso, Willie Peyote.

Il ricavato della vendita dei biglietti sarà donato al fondo “Covid-19, sosteniamo la musica” di Music Innovation Hub, sostenuto da Spotify e promosso da Fimi, in collaborazione Afi, Assomusica, NUOVOIMAIE e PMI. E’ rivolto alle categorie professionali più colpite dagli effetti della pandemia, dagli artisti emergenti ai lavoratori intermittenti. In particolare, la raccolta filantropica generata dal progetto e certificata, prevede il versamento di una quota del 15% in favore dei lavoratori dello spettacolo precari dell’Arena di Verona.

Continue Reading

Musica

Live Aid 35 anni dopo: il concerto che cambiò il mondo

Riccardo Colella

Published

on

Buon compleanno Live Aid. 35 anni sono passati da quello che, per molti, è stato il più grande evento rock della storia. 2 miliardi di telespettatori in tutto il mondo, che vedevano realizzarsi l’incredibile e, fino ad allora, utopica idea partorita dalle geniali menti di Bob Geldof e Midge Ure, corsi in soccorso di un’Etiopia devastata dalle carestie. All’appello dei due musicisti risposero in molti, quasi tutti.

A darsi il cambio sui palchi di Londra e Filadelfia, infatti, in una maratona di ben 16 ore di grande musica, i maggiori artisti dell’epoca: da David Bowie ai Duran Duran, dalla reunion dei Black Sabbath di Ozzy Osbourne ad Elton John, da George Michael ai Dire Straits. E ancora Madonna, Kenny Loggins, i Beach Boys, Bryan Adams e Joan Baez, Bryan Ferry accompagnato da David Gilmour, fino agli INXS del compianto Michael Hutchence, in diretta da Melbourne.

Un evento memorabile che consacrò la figura di Freddie Mercury come il frontman per antonomasia e inarrivabile per chiunque. Venti minuti sono bastati, infatti, alla band della Regina, per sovrastare le pur eccelse esibizioni degli altri artisti partecipanti. I Queen suonarono nell’ordine Bohemian Rapsody, Radio Ga Ga, Hammer to fall, Crazy little thing called love, We will rock you e We are the champions. Un’esibizione che rimarrà nella storia e che surclassò addirittura quella degli U2 e di uno scatenato Bono Vox che, improvvisatosi ballerino con una ragazza del pubblico, costrinse agli straordinari il chitarrista The Edge il quale portò la durata di Bad a ben 12 minuti, a fronte dei 5:53 originali.

Lo spirito e la solidarietà che univa gli artisti del Live Aid, in quella giornata, era tenuta su da una magia che si respirava ben viva tra le note. Con Bob Dylan che, preso a suonare Blowin’ in the wind, ruppe una corda della chitarra e Ronnie Woods dei Rolling Stones che gli prestò la sua, continuando l’esibizione a mani vuote e mimando le movenze di Pete Townsend degli The Who.

Con un Phil Collins che si trovò a suonare a Londra, per poi volare diretto verso il JFK Stadium di Filadelfia su un Concorde. Sul volo della British Airways, il batterista dei Genesis incontrò una Cher ignara di quanto stesse succedendo, e che fu tirata dentro al progetto in extremis, tanto da esibirsi con gli artisti di USA for Africa nella We are the world che chiuse l’evento americano. Sul palco di Wembley, invece, gli artisti del Live Aid intonarono quello che sarebbe diventato l’inno della manifestazione: Do they know it’s Christmas.

Una giornata da brividi in grado di far venire la pelle d’oca ancora oggi che, a 35 anni da allora e con le distanze continentali azzerate grazie alla tecnologia e a causa della pandemia globale, trasmetteva una magia che da lì in poi non si sarebbe mai più replicata.

Continue Reading

Musica

Dalla Maremma alle praterie del centro America: ecco “Cavallo Pazzo”

Fabio Iuliano

Published

on

Si intitola “Cavallo Pazzo” l’esordio discografico del cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini pubblicato e distribuito da RadiciMusic Records. Sono 10 brani inediti. Si tratta sotto tutti gli aspetti di un concept album in cui si narra la storia di Cavallo Pazzo, leggendario nativo americano della tribù degli Oglala Lakota vissuto fin verso la fine dell’800.

Di nuovo un ricco artigianato d’autore come ci ha abituati la label di Aldo Coppola Neri, sempre attenta alle penne di spessore e di contenuto. Dalla Maremma dei butteri, terra d’origine di Ballerini alle praterie sconfinate del centro America “fluttuando su un piano emotivo interiore di pace e contatto circolare con la natura” (F. Balestrelli). “Cavallo Pazzo” è anche la cultura e le tradizioni dei nativi d’America, di personaggi realmente esistiti… ma è soprattutto il racconto della terribile distruzione di un popolo, voluta dall’industrializzazione spietata da chi si vantava di portare con se il futuro.

Insomma, la storia che conosciamo tutti e che qui, in forma di canzone diviene specchio e metafora di quella che vantiamo essere la nostra attuale (in)civiltà omologante e omologata, perpetrata dai poteri forti e da governi che puntano alla distruzione delle singole individualità. Canzoni morbide, canzoni di suoni puliti, canzoni di arie fresche e praterie al tramonto.

Tutto come stare a cavallo, passeggiando tra la vera storia dei nativi americani, guardandoci le spalle ed il cuore, osservando il mondo come piano piano lo stiamo distruggendo… tutte sensazioni che si respirano fin dentro il bellissimo video di lancio del singolo “Gufo grazioso” diretto da Nedo Baglioni.

Ballerini nasce a Manciano, in provincia di Grosseto, il 15 Gennaio del 1967. Sin dai primi mesi di vita, mostra un forte interesse sia per la musica che per il canto. Studia pianoforte appena finite le scuole elementari anche se poi sarà la chitarra la sua vera passione. Non essendoci un insegnante di chitarra nel paese in cui vive, decide di approfondire le sue conoscenze utilizzando il metodo di Franco Cerri e Mario Gangi.

Negli anni novanta inizia con le prime serate live, chitarra e pianoforte elettronico, girando un po’ in tutta la Toscana. Nel 2013 forma un duo, chitarra e voce con l’amico chitarrista Oriano Marretti, con cui tutt’ora collabora. Dopo numerosi live sul territorio nazionale arriva l’esordio nel 2017 con un primo disco di omaggi e di rivisitazioni personali dal titolo “Ivan & Oriano – canzoni d’autore”.

Nel gennaio del 2019 inizia a scrivere alcuni brani propri, affrontando tematiche generali, di attualità e di accadimenti riguardanti gli indiani d’America. Tra questi brani spiccano “Cavallo pazzo” e “Preghiera Navajo” per intensità della musica e dei testi. La canzone “Preghiera Navajo” inoltre partecipa ad un concorso di poesia della casa editrice Aletti – Mogol e sarà selezionata ed inserita in una loro antologia.

Con l’arrangiatore – chitarrista Alberto Checcacci decide di perseguire la strada del concept album, scrivendo ed arrangiando 10 brani inediti, tutti incentrati sulla vita degli indiani d’America. Attualmente Ivan Ballerini sta lavorando per la produzione di un nuovo album che vedrà la luce nella seconda metà del 2020: tematiche sociali, dalla solitudine al desiderio di cambiare vita… anche l’amore viene trattato dall’autore, l’amore che è poi il vero motore che spinge un artista a comporre, sia che si tratti di amore verso una donna, o verso la musica.

Continue Reading

In evidenza