“A Pound of Feathers”: gli amplificatori dei Black Crowes tornano a ruggire
C’è un momento, nella vita di ogni grande band, in cui il passato smette di essere nostalgia e torna a essere carburante. Per i Black Crowes quel momento ha un nome preciso: “A pound of feathers“, il nuovo album in studio che uscirà il 13 marzo per Silver Arrow Records e che promette di riaccendere una fiamma mai davvero spenta.
Quattro decenni di carriera sulle spalle, una candidatura alla Rock and Roll Hall of Fame 2025 nel palmarès e la sensazione, palpabile, di essere ancora affamati. Il disco, prodotto dal vincitore di Grammy Jay Joyce e registrato a Nashville, spinge il classico impasto di blues, soul e rock verso territori più nervosi, istintivi, a tratti persino sfrontati.
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“Lo abbiamo inciso in otto, dieci giorni al massimo”, racconta Chris Robinson. “Dopo Happiness Bastards volevamo catturare quella stessa euforia, ma senza filtri. Abbiamo scritto seguendo l’istinto, lasciandoci guidare dalle sensazioni del momento”. Un’urgenza creativa che il cantante attribuisce soprattutto al fratello Rich, capace di infondere al progetto una spontaneità che, parole sue, «è la cosa migliore che abbia mai fatto”.
Rich Robinson parla di un’esperienza quasi trasformativa: un ritorno alle radici che non sa di replica, ma di rigenerazione. “Abbiamo ritrovato quella scintilla in studio. Il suono è più ruvido, più frastagliato, ma non tradisce mai chi siamo”.
“A pound of feathers” è esattamente questo: un ponte tra leggerezza e peso specifico, tra bellezza impalpabile e verità che fanno male. Le undici tracce, scritte esclusivamente dai fratelli Robinson, oscillano tra il lato più etereo evocato dal titolo e il suo opposto ideale, quel “pound of lead” che rappresenta la gravità emotiva nascosta sotto ogni melodia.
Ad aprire il disco è “Profane prophecy“, primo singolo estratto: un brano funky, irriverente, pieno di frasi che sembrano strizzare l’occhio e graffiare allo stesso tempo. Più in profondità, “Pharmacy chronicles” rallenta il passo e cambia prospettiva: non canta la fuga, ma la resa dei conti, invitando ad affrontare i propri vizi perché la libertà, suggerisce la band, nasce sempre dal riconoscimento.
Dopo l’acclamato “Happiness bastards”, candidato ai Grammy 2025 come miglior album rock, i Black Crowes non si limitano a confermare la propria statura ma la rilanciano. “A pound of feathers” è la dichiarazione di intenti di una band che non vuole saperne di andare in pensione. E meno male!
Tracklist:
01. Profane Prophecy
02. Cruel Streak
03. Pharmacy Chronicles
04. Do The Parasite!
05. High And Lonesome
06. Queen Of The B-Sides
07. It’s Like That
08. Blood Red Regrets
09. You Call This A Good Time
10. Eros Blues
11. Doomsday Doggerel




